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L’ombra di Mao

Per noi occidentali la Cina di oggi è un enigma. Per svelarlo c'è una sola strada: fare i conti con il padre della Cina contemporanea, capire chi fu davvero Mao Zedong. Federico Rampini ci accompagna in queste pagine in un nuovo viaggio attraverso il secolo cinese, sulle tracce di Mao: un viaggio nella storia, nel mito e nel presente, all'ombra di un uomo che si è reso responsabile della morte di 70 milioni di persone ma che, già nella scelta del suo successore Deng Xiaoping, ha consentito al proprio paese di imboccare la strada delle grandi riforme economiche. Un uomo il cui fascino ha accecato una generazione di intellettuali europei e ha ispirato alcuni mostruosi epigoni, ma a cui va il merito di aver restituito dignità a uno Stato piagato da un degrado e da una corruzione devastanti. Rampini incontra i testimoni di alcuni degli eventi più tragici e per noi oscuri della storia del secolo scorso, convinto che per far luce oggi sul mistero della superpotenza cinese sia indispensabile seguire i segni e le cicatrici lasciate sul corpo di questo sterminato paese da un uomo le cui mani sono sporche di sangue ma il cui culto non sembra destinato a sparire..

Mio commento: Un libro pieno di informazioni e utile. I giudizi sulla complessa figura di Mao mi sembrano dettati da una preoccupazione più "giornalistica" che storica. Mi sembrano  poco approfonditi e superficiali. Infatti in diversi capitoli sono anche contradditori. Inutili e fuorvianti i capitoli su Pol Pot e la Corea del Nord. Mao sarà responsabile dei suoi atti politici  e non di quelli di altri. Un pò più

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I ribelli di Sandor Marai, Adelphi,2001

Il romanzo racconta le vicissitudini e le avventure di un gruppo di ragazzi, ambientate nella tarda primavera del 1918, in una cittadina dell'Alta Ungheria lontana dal fronte, dove la vita, placida e sonnacchiosa in apparenza, è profondamente inquinata dalle venefiche esalazioni della guerra. Abbandonati a se stessi mentre i padri combattono chissà dove, i giovani in balìa dei demoni della loro "rivolta contro l'utile e il pratico", dichiarano guerra al mondo degli adulti inventandosi giochi molto, troppo pericolosi. Un oscuro commediante, che diventa il loro mentore occulto coinvolgendoli nelle sue trame perverse, li trascinerà verso un epilogo tragico e inevitabile.

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gli altri di G.Simenon

«Lo zio Antoine è morto martedì, vigilia di O¬gnissanti, probabilmente intorno alle undici di sera. Quella stessa notte Colette ha tentato di buttarsi dalla finestra».

Ha un incipit brusco e drammatico questo romanzo (scritto, caso più u¬nico che raro nella vasta produzione di Simenon, in forma di diario), che ci immerge nell’atmosfera soffocante di una città di provincia – universo angusto e abitudinario, con le sue rigide gerarchie sociali, i suoi riti immutabili e, soprattutto, il peso schiacciante dello sguardo altrui sul destino degli individui. Attraverso il racconto dell’autore del diario, «un mediocre soddisfatto», e tuttavia capace di una visione lucida e disincantata della realtà, Simenon amplia l’orizzonte narrativo e mette in scena, come lui solo sa fare, la rappresentazione tragicomica della famiglia Huet, dilaniata da conflitti latenti e malcelati rancori, da rivalità e tradimenti. In attesa delle esequie dello zio, e soprattutto dell’apertura del testamento, verranno alla luce fragilità e solitudini, ambizioni e frustrazioni, meschinità e bassezze – ma anche, per una volta, virtù morali, e perfino eroismi.

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Le ossa dei Caprotti

La storia, narrata attraverso testimonianze e documenti inediti, di una famiglia e di un successo che ha attraversato più di due secoli.

Lombardia, prima metà dell’Ottocento. I Caprotti, proprietari terrieri, si affacciano all’industria del cotone e con le ricchezze presto accumulate si fanno largo nella società dell’epoca. Sono tra i finanziatori della spedizione dei Mille, si spingono fino in Sud America, sostengono gli esploratori che si avventurano nella penisola arabica e nel Corno d’Africa. La culla dei loro affari è la piccola Albiate, in Brianza, dove lo stabilimento tessile dista poche centinaia di metri dalla dimora familiare, ma la sfera dei loro interessi si allarga sempre più. Nutrono ambizioni politiche e aderiscono al Partito repubblicano, una scelta che nel Regno d’Italia può costare cara. Tra successi e fallimenti, la svolta per la famiglia arriva alla fine degli anni Cinquanta con Rockefeller e la prima catena di supermercati in Italia, che per gli americani è un’avventura economica ma anche un’arma formidabile di propaganda anticomunista. Nel primo supermarket di Milano Rockefeller offre pinne di pescecane, come titola un giornale del tempo: l’abbondanza di prodotti e le prelibatezze esotiche in vendita affascinano gli italiani. È un successo straordinario e consolida la fortuna della famiglia Caprotti, che nel frattempo ha acquisito la quota di maggioranza dell’azienda. Giuseppe Caprotti ricostruisce la storia di una famiglia che ha attraversato più di due secoli. Regala al lettore i ritratti di donne e di uomini dai sentimenti intensi, passando dall’Italia del fascismo a quella del boom economico. Ma racconta anche l’adolescenza passata in un collegio svizzero, lontano da una Milano violenta e dai rischi di rapimento, e i

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A sinistra con uno sguardo umano

Una nuova narrazione per capire e cercare di cambiare il destino del genere umano. Dopo le catasftrofi del liberismo, del Covid e della guerra siamo di fronte al rischio di una scomparsa della madre terra? Bisogna ripartire dall'umano per trovare una nuova via.