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Europa & resilienza.

Articolo di Ottorino Pagani:

“In ecologia la resilienza è definita come: “la velocità con cui una comunità (o un sistema ecologico) ritorna al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato; le alterazioni possono essere causate sia da eventi naturali, sia da attività antropiche. Solitamente, la resilienza è direttamente proporzionale alla variabilità delle condizioni ambientali e alla frequenza di eventi catastrofici a cui si sono adattati una specie o un insieme di specie”. Con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) questa parola ha trovato enfasi nel linguaggio tecnico-istituzionale e indica un obbiettivo importante del Piano di sviluppo europeo.

Ma perché dovremmo allenarci alla resilienza contro i cambiamenti climatici in corso d’opera?

Questo orientamento risulta coerente con la strategia comportamentale prevalente in questi tempi, cioè prestare attenzione ai soggetti che vivono determinate esperienze piuttosto che agli oggetti che possono causarle: se sollevare pesi diventa troppo doloroso, si è di fronte a una scelta: o si diminuisce il carico o si presta meno attenzione al dolore. La strategia che predilige questa seconda scelta porta al proliferare di investimenti e di consulenti in psicoterapie che hanno il compito di intervenire alterando le sensazioni degli individui per gestire in meglio le proprie attività ed esperienze. In linea con questa strategia è, anche, la recente scelta del governo italiano “di raddoppiare lo stanziamento annuale dei fondi destinati al potenziamento deiservizi trattamentali e psicologici negli istituti di pena, attraverso il coinvolgimento di esperti specializzati e di professionisti esterni all’amministrazione”. Probabilmente, il successo di questa strategia fa leva sull’evidenza che il nostro cervello è più

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Politiche energetiche? (2)

Articolo di Ottorino Pagani:

“Il post dell’11 aprile 2023 si concludeva con la domanda: La “politica di sinistra” farà proprie, con urgenza, le istanze delle associazioni dei consumatori per un ripensamento radicale della liberalizzazione del mercato dell’energia, iniziando dalla ristrutturazione dell’attuale “mercato tutelato”?

Di seguito il comunicato Ansa del 18 maggio 2024 che conferma il persistere del problema:

Il mercato libero dell’energia elettrica e del gas si sta rivelando “un colossale flop” e le famiglie non stanno registrando benefici sul fronte della spesa in bolletta.

Lo sostiene Assoutenti, che ha realizzato uno studio mettendo a confronto le attuali offerte degli operatori nelle principali città italiane, attraverso l’apposito portale messo a disposizione da Arera e Acquirente unico.

Per quanto riguarda il gas, in nessuna città si registrano sul mercato libero opzioni più convenienti rispetto al regime di vulnerabilità regolato da Arera, ed entrato in vigore lo scorso 10 gennaio dopo la fine del mercato tutelato, analizza Assoutenti.

Considerando le migliori offerte a prezzo fisso, la spesa per il gas risulta più alta fino a 300 euro all’anno a famiglia, in particolare a Catanzaro e a Roma, al top. Anche considerando le migliori offerte a prezzo a variabile, la spesa rimane più elevata di quella sostenuta nel regime di vulnerabilità, con l’aggravio maggiore che spetta sempre a Roma (+230 euro).
Sul mercato libero dell’energia elettrica si assiste invece ad una concentrazione delle offerte che risultano omogenee su tutto il territorio, analizza ancora Assoutenti: rispetto alle tariffe in vigore sul mercato tutelato della luce, la maggiore spesa annua sul mercato libero è pari ad oltre 130 euro a famiglia.”

Nel programma di …

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Serata dedicata a Gino Strada

Dal blog “Restare Umani” si può leggere un resoconto della serata di ieri,dedicata a Gino Strada:

Serata partecipata quella di ieri sera 9 Aprile alle Tilane, organizzata dall’Associazione Culturale Restare Umani ed Emergency, per la presentazione del libro postumo di Gino Strada, ‘Una persona alla volta’.

Serata emozionante, grazie ai racconti di Malara Massimo, che Gino Strada l’ha conosciuto, con cui ha lavorato per 15 anni, e che testardamente continua a chiamarlo Dottor Strada.

Dai video mostrati, dalle storie raccontate e dalla lettura del libro, si ha la sensazione che l’umanità non impari dai propri errori. Almeno quando si tratta di guerra e di cura e attenzione per gli esseri umani.

La guerra è sempre uguale, non guarda in faccia nessuno. Possiamo così contarcela su, trovare aggettivi diversi per descriverla: guerra lampo, guerra intelligente…ma alla fine la guerra è una forma di terrorismo legittimato.

Che senso ha praticare la medicina dove per curarti, devi tirare fuori la carta di credito?

Gino strada parlava così degli USA negli anni ’70, ma sembra l’Italia di oggi….”