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Una riflessione sul lavoro che non c’è Jobs Act e Si al Referendum di Francesco Bizzotto

Jobs-act-2-1030x615Ricevo da Francesco Bizzotto, già presidente dell’AFOL del Nord Milano e attento osservatore delle tematiche del lavoro, il seguente commento ad un articolo di Stefano Vergine pubblicato sull’Espresso del 12 Agosto dal titolo “I furbetti del sussidio di disoccupazione”. Una riflessione che può aiutare quanti credono ad un rilancio del ruolo della AFOL Metropolitana di Milano e dunque del lavoro. Ecco il testo di Bizzotto in risposta all’amico Pierangelo che gli segnalava l’articolo dell’Espresso riportato in fondo:

“Grazie Pierangelo! È un bel articolo. Sono largamente d’accordo. Con un però che può cambiare tutto… Riporto qui sotto l’articolo per gli amici. Il punto debole – al solito – è la lagna, l’approccio negativo. Il giornalista peraltro registra quel che prevale: la drammatizzazione; in realtà, un gioco d’attesa, di rimessa. Se sei disoccupato ti aiuto, con consigli, corsi e sussidi; se ti dai da fare e accetti il lavoro che c’è. Questo ragionamento sembra logico. Dico che, da solo, non funziona. E’ negativo e monco. Ha ragione Angelo: santifica il precariato e l’arretramento del lavoro. In realtà, del Paese. Non basta distribuire bene il (poco) lavoro. Occorre altro. Dirò: fare nuove relazioni e qualità nuova; e depotenziare il paradigma denaro.

Il sistema di aiuto ai disoccupati (importante in sé), per funzionare deve essere parte di un’idea forte e di un progetto positivo: favorire la Mobilità del lavoro (dipendente e autonomo) come aspetto chiave del sistema economico: per le sue buone relazioni e dunque la sua dinamicità, creatività, il suo tasso d’innovazione, qualificazione, asciugamento. Il suo futuro. Di cui la Democrazia economica (il Sindacato nei Cda e altre occasioni di …

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Il lavoro del Consiglio comunale ai raggi x Anagrafe della produttività di Gianni Rubagotti

ccRicevo da Gianni Rubagotti, Segretario dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”,  l’anagrafe degli eletti fatta nel secondo anno della seconda giunta Alparone. La potete ritrovare sul sito: https://iniziativaradicale.wordpress.com . Così Rubagotti introduce la sua analisi: ” In assenza di uno strumento pubblico che fornisca questi dati ai cittadini ecco l’analisi della produttività di consiglieri comunali e assessori nel secondo anno della seconda amministrazione Alparone. Andando a guardare nelle tabelle oltre ai primi in classifica nelle varie “discipline” si possono scoprire alcuni dati molto significativi come la sostanziale inattività in consiglio del gruppo di Forza Italia se si esclude l’attivissimo Sindaco (che quest’anno aumenta il numero di interventi) e il Presidente del Consiglio Torraca. Inoltre anche a seguito del grande clamore che ha fatto questa iniziativa l’anno scorso (tanto che il Sindaco leggendo una risposta di Boffi ha chiesto di segnarla come sua in consiglio comunale),la capogruppo (ed ex-candidata Sindaco del centrosinistra) Caniato ha aumentato la sua scarsa attività anche se rimane molto indietro rispetto alla produttività dei suoi colleghi di gruppo. L’excel con la raccolta completa dei dati è a disposizione di chi me lo chiedesse, in attesa di fornire uno strumento meglio consultabile prossimamente.”.

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NO al Referendum Documento dei parlamentari del PD

logo-comitato-no14Scendono in campo anche alcuni parlamentari del Pd per esprimere una posizione di dissenso sulla Riforma costituzionale. Di seguito il loro documento:

“I firmatari di questo documento sono parlamentari del PD che voteranno no al prossimo referendum costituzionale. Con la consapevolezza che la propria è posizione in dissenso da quella deliberata dal PD, ma nella convinzione che essa possa essere da noi assunta grazie al carattere liberale dello statuto del partito, il quale mette in conto che non si dia un vincolo disciplinare quando sono in gioco principi e impianto costituzionale. Una posizione, la nostra, che confidiamo possa essere doppiamente utile. Da un lato, contribuendo a centrare il confronto sul merito della riforma, anziché su pregiudiziali posizioni di schieramento, come un po’ tutti, a cominciare dal PD, dichiarano di auspicare. Dall’altro, ritenendo che non siano pochi, tra elettori e militanti democratici, coloro che coltivano una opinione diversa da quella “ufficiale” del partito, pensiamo sia bene che essi abbiano voce. Circostanza che conferisce autorevolezza e forza al PD come grande partito pluralistico, inclusivo e appunto liberale. Sinteticamente, le motivazioni del nostro no sono le seguenti: 1) le priorità in agenda.…

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Gianni Cuperlo, “Il Pd non c’è più, è quasi estinto” Intervista del Fatto Quotidiano

gianni-cuperloLunedì 25 luglio sono stato all’incontro della SinistraDem di Milano. All’Arci Corvetto di Corso Lodi una riunione affollata e terminata dopo un serio confronto politico sullo stato del PD. Presenti tra gli altri i parlamentari Barbara Pollastrini e Francesco Laforgia con Matteo Mangili, “coordinatore” della  Sinistradem milanese e Onorio Rosati consigliere regionale PD. La serata è stata introdotta, e in qualche modo conclusa, da un intervento di Gianni Cuperlo. Complesso riassumere il suo pensiero  in poche righe ma parte di questo è stato reso pubblico nella intervista, che rilancio, di Tommaso Rodano su Il Fatto quotidiano del 1 agosto. Eccola di seguito.

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“Se non cambia, il Pd è l’anticamera di un partito estinto”. Gianni Cuperlo lo ripete senza esitazioni. Di quel partito, o meglio della sua minoranza, è uno dei dirigenti più importanti. Misura la forma delle parole ma non rinuncia al peso dei contenuti: “In questo momento – dice – è utile anche essere impietosi. Non si tratta di remare contro, ma neppure si può nascondere la polvere sotto il tappeto”.

È più semplice essere impietosi con Renzi quando perde, non è vero?

Per la verità quello che avevo da dire gliel’ho detto anche quando aveva il 40%. Semmai questo rilievo va rivolto ad altri. Io avevo invitato a una riflessione già dopo le Regionali dell’anno passato. In Veneto avevamo perso il 68% dei voti delle europee, in Toscana avevamo lasciato 450 mila voti, in Campania 430 mila.

Poi sono arrivate le Comunali.

Colpisce la rapidità con cui è stata archiviata la qualità della sconfitta: nel voto c’è stata una reazione persino di rabbia di un …

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Riprendiamoci la Costituzione. Le ragioni del NO

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Serata intensa e partecipata quella di giovedì sera in aula consiliare a cura del Comitato per il No al Referendum di Paderno Dugnano. Cerco di riassumere in pillole un dibattito serio e non semplice da riportare.

Introduce Andrea Capolongo dichiarando l’obiettivo della serata che è, richiamando Einaudi, quello di”conoscere per votare”. Una serata che vedrà l’illustrazione e la discussione non solo della proposta di revisione Costituzionale ma anche della legge elettorale detta “Italicum”. Questo perché le due norme sono legate in maniera stretta. E comincia anticipando che non è possibile affermare che la prima parte della Costituzione (quella dei diritti)  è rimasta intatta mentre è cambiata solo la seconda (quella dei poteri). Perché la Costituzione è unica e unitaria e le due parti sono indissolubili: non si può modificare la seconda parte senza “torcere” anche la prima come invece qualcuno vuol far credere.…