Una SINISTRA per Paderno Dugnano

Una SINISTRA per Paderno Dugnano

L’8 e il 9 giugno si vota per eleggere il nuovo sindaco di Paderno Dugnano e per le liste che lo sosterranno nei prossimi 5 anni di governo.Io voterò per la lista di Sinistra per Paderno Dugnano che propone ANNA VARISCO come sindaco. Sosterrò Sinistra per Paderno Dugnano per due ordini di ragioni.

La prima perche si possa riprendere e continuare quel filo, democratico e progressista, di riforme che hanno reso la città moderna, accogliente e solidale. Grazie alla Sinistra, e coniugando giustizia sociale e qualità ambientale, la città di Paderno Dugnano è una delle più sostenibili dell’area metropolitana milanese per verde e servizi pubblici.

La seconda per alcune proposte programmatiche specifiche di Sinistra per Paderno Dugnano:

1.Una Casa della Comunità (Inam) con una forte integrazione tra servizi sociali comunali e servizi sanitari dell’ASL;

2.Una anagrafe degli anziani soli;

4.L’acquisto del grande parco privato nel centro di Dugnano e di Paderno;

5.Il prolungamento della metropolitana gialla dal capolina Comasina fino alle aree Tonolli;

3.Un Piano di Governo del Territorio che, da subito, salvi il Parco di via Gorizia;

7.Un Piano di riqualificazione delle aree industriali dismesse con al centro l’interesse pubblico;

6.La creazione di una Consulta della Salute e di una Consulta del Commercio.

Quale compito per il prossimo Parlamento Europeo?

Articolo di Ottorino Pagani:

“In vista delle prossime elezioni si susseguono gli appelli della “società civile” ai “candidati, al Parlamento e ai decisori europei”; un tema si ripete più frequentemente: “i politici di tutta Europa hanno iniziato a infrangere le loro promesse a favore di interessi a breve termine di coloro più impegnati e spietati nelle attività di lobby, minando ulteriormente la credibilità dell’Ue”.
La coscienza di questa situazione dovrebbe aiutare ad aprire un varco tra la massa dei condizionamenti in corso e  costruire un “buonsenso ecopolitico” che permetta di identificare precisamente ciò che va cambiato nella società per fermare il cambiamento climatico.

La transizione ecologica ha un costo, ma non basta affrontare solo il tema del finanziamento necessario; precisamente, la tassazione degli extra profitti è solo un aspetto marginale se resterà invariato il meccanismo di emissione di un debito (in questo caso “comunitario”…) che sommato ai debiti nazionali peserà sui cittadini europei presenti e futuri, rendendoli sempre più poveri e condizionabili, compromettendo definitamente in questo modo la democrazia occidentale. Infatti, se persistiamo in questa direzione, potremmo ritrovarci con un capitale pubblico sempre più negativo, il che comporterebbe una situazione in cui i possessori di titoli del nostro debito possiedono non solo l’equivalente di tutti i beni pubblici (scuole, edifici, ospedali, infrastrutture, etc), ma anche un diritto di prelievo su una quota crescente delle imposte future dei contribuenti.

Per evitare questo scenario occorre ricostruire nel contesto europeo il capitale pubblico degli Stati membri che è stato dissipato negli ultimi 35 anni, attraverso:

  • lo sviluppo di un patrimonio pubblico industriale nei settori strategici, energetico in primis, ma

Una città moderna in un’Europa pacifica e solidale

Dicamo la verità: il tema europeo in città è poco sentito e poco dibattuto. Peccato.

Eppure sappiamo quanto l’Europa possa fare anche per le comunità locali. Come sia importante un quadro economico stabile, unito e pacifico per poter mantenere e sviluppare una città con più giustizia sociale e più qualità ambientale. Tre motivi di riflessione, per me:

1.Serve un’Europa che trovi le risorse non solo per i vaccini ma anche per la sanità pubblica, per il lavoro, per la transizione energetica, per i diritti dei cittadini. La lotta comune alla pandemia ci ha dimostrato come sia realizzabile finanziare piani di investimenti comunitari e come logiche di solidarietà possano imporsi sugli egoismi nazionali.

2.Serve un’Europa che non punti al riarmo che comporta un aumento delle spese militari, l’adozione di politiche autoritarie e la riduzione del welfare. Un’Europa più autonoma dalla Nato e più autorevole come forza di pace tra le grandi potenze mondiali (Russia, Cina, Usa..) che promuova la diplomazia, la mediazione e il disarmo.

3.Serve un’Europa che affronti la crisi climatica e la transizione ecologica: un’opportunità unica per ripensare il nostro modello socio-economico, redistribuendo potere e risorse.

L’Europa è ad un bivio: deve scegliere tra la via delle armi e della guerra o quella della pace, investendo nella transizione ecologica, nel lavoro e nei diritti umani.

Per questi tre motivi io voto e invito a votare per Alleanza Verdi Sinistra

Europa: quale austerità?

Articolo di Ottorino Pagani:

“La campagna elettorale per le prossime elezioni ripropone il tema dell’austerità: “L’Europa è ad un bivio cruciale….Deve scegliere tra la politica dell’odio e dell’austerità oppure quella dell’umanità, dei diritti e delle libertà….”. La parola introduce un tema, quello dell’austerità, che oggi è difficile  analizzare perché viene associato esclusivamente alle politiche di controllo e di diminuzione del deficit e del debito pubblico degli Stati, contemporaneamente la transizione ecologica che gli europei devono affrontare dovrà dare risposte concrete alla preoccupante sperequazione delle risorse che condanna il nostro mondo a una spietata ingiustizia; in questo contesto, l’austerità dovrebbe diventare un valore funzionale alle politiche di governo del Parlamento europeo.

Di seguito alcune considerazioni a supporto di questa prospettiva, apparentemente “anacronistica”:

  • Enrico Berlinguer al Convegno degli intellettuali di Roma nel 1977: L’austerità non è oggi un mero strumento di politica economica…Per noi l’austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell’individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato”.
  • Il premio Pulitzer Thomas Friedman: “Passeremo da una popolazione mondiale in cui un miliardo di persone vive secondo lo stile americano a un mondo in cui due o tre miliardi di persone vivranno con questo stile o aspireranno a farlo… Il dato da osservare non è il numero di individui del pianeta, bensì il numero di “americani” sul pianeta. Ecco la cifra chiave. Ed è in costante crescita… Nessuna popolazione

Tre date per la democrazia italiana

10 giugno 1924      11 giugno 1984       8-9 giugno 2024

Ci sono in questo mese tre date importanti per la democrazia italiana.Che ogni cittadino, al di là delle polemiche momentanee, può riconoscere come proprio patrimonio ideale e culturale.

La prima è l’anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti, ucciso delle squadre fasciste comandate da Benito Mussolini che ne rivendicò in Parlamento la responsabilità morale, civile e politica. Oggi dobbiamo onorare quel parlamentare, martire socialista che per primo si espose in una battaglia democratica a costo della vita.

La seconda è la data della morte di Enrico Berlinguer, colpito da un ictus mentre concludeva un comizio nella città di Padova. Anche lui, da segretario del PCI, si è battuta per la democrazia italiana. Possiamo ricordare alcune sue battaglie di grande attualità. “La democrazia è un valore universale”; e lo disse al Congresso del PCUS a Mosca. E non si scordano le sue preoccupazioni per la questione morale, la crisi ambientale, la minaccia fascista alle istituzioni repubblicane.

La terza ci riguarda direttamente. In questo mese si deciderà del governo della città di Paderno Dugnano e del destino dell’Europa. A Paderno il centrosinistra cerca una nuova strada per eleggere a sindaco ANNA VARISCO. Io sono candidato e voterò per la Lista Sinistra per Paderno Dugnano: la sinistra del centrosinistra. Alle elezioni Europee voterò Alleanza Verdi- Sinistra perché mi convince l’ipotesi di coniugare la giustizia sociale con la giustizia ambientale. Poi perché voglio un’Europa più democratica, più sociale, più unita e più verde. E infine voterò Ilaria Salis per aiutarla ad uscire dalle prigioni ungheresi di Orban.