Lunedì 25 luglio sono stato all’incontro della SinistraDem di Milano. All’Arci Corvetto di Corso Lodi una riunione affollata e terminata dopo un serio confronto politico sullo stato del PD. Presenti tra gli altri i parlamentari Barbara Pollastrini e Francesco Laforgia con Matteo Mangili, “coordinatore” della Sinistradem milanese e Onorio Rosati consigliere regionale PD. La serata è stata introdotta, e in qualche modo conclusa, da un intervento di Gianni Cuperlo. Complesso riassumere il suo pensiero in poche righe ma parte di questo è stato reso pubblico nella intervista, che rilancio, di Tommaso Rodano su Il Fatto quotidiano del 1 agosto. Eccola di seguito.
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“Se non cambia, il Pd è l’anticamera di un partito estinto”. Gianni Cuperlo lo ripete senza esitazioni. Di quel partito, o meglio della sua minoranza, è uno dei dirigenti più importanti. Misura la forma delle parole ma non rinuncia al peso dei contenuti: “In questo momento – dice – è utile anche essere impietosi. Non si tratta di remare contro, ma neppure si può nascondere la polvere sotto il tappeto”.
È più semplice essere impietosi con Renzi quando perde, non è vero?
Per la verità quello che avevo da dire gliel’ho detto anche quando aveva il 40%. Semmai questo rilievo va rivolto ad altri. Io avevo invitato a una riflessione già dopo le Regionali dell’anno passato. In Veneto avevamo perso il 68% dei voti delle europee, in Toscana avevamo lasciato 450 mila voti, in Campania 430 mila.
Poi sono arrivate le Comunali.
Colpisce la rapidità con cui è stata archiviata la qualità della sconfitta: nel voto c’è stata una reazione persino di rabbia di un …



