
Articolo di Ottorino Pagani:
Energia: mercati o Costituzione?
I costi dell’energia per famiglie e imprese stanno diventando insostenibili a causa della evidente speculazione innescata dalla guerra in Ucraina e dalla reazione alle iniziative per far fronte al cambiamento climatico (vedi i vari Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza europei).
Questa situazione ripropone, a mio avviso, quanto evidenziato nel post: “Caro bollette…” pubblicato il 21 dicembre 2021; in particolare, la “politica” impegnata nell’anticipata campagna elettorale dovrebbe almeno rispondere alla seguente domanda: se la Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore nel 1948, prevede all’Articolo 43:
“Ai fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.”
per quali motivi non viene applicata? Visto che il problema riguarda le fonti di energia e le situazioni di monopolio, quale altra evidenza di “interesse generale” stiamo aspettando per procedere con urgenza?