Ampliare il Carrefour? (1)

Home Paderno Dugnano Ampliare il Carrefour? (1)

carrelloQualche giorno fa (post del 21 /9)  anticipavo una domanda retorica a proposito dell’ampliamento del Centro Commerciale Brianza: a chi serve? La risposta ovvia è: al Centro Commerciale stesso e, forse, non al commercio locale di vicinato. Ma è proprio così? Alcuni operatori economici locali, che ho sentito, smentiscono il luogo comune che vorrebbe il commercio di vicinato in guerra perenne contro la Grande distribuzione. C’è una sorta di rassegnazione per un ruolo perduto e la consapevolezza di un’altra età ormai arrivata.

Giordano Cislaghi, attuale presidente dell’Unione Commercianti afferma che “L’ampliamento del centro commerciale è stato colto come un’opportunità anche per noi negozianti storici, più che come un pericolo. Oltre a interventi migliorativi del decoro, la richiesta maggiore riguarda la possibilità di avere incentivi per facilitare il commercio di vicinato e una rimodulazione della tassazione anche per i disagi che subiremo per il rifacimento della stazione” e accenna a un aumento dei parcheggi, a disco orario, riqualificazione di via Roma e piazza della Meridiana con l’obiettivo di valorizzare le botteghe storiche e riqualificare i centri storici.

Piergiorgio Carcano, una vita spesa per la CONAD di Milano e da me interpellato,  sostiene essere la cultura e la mancanza di iniziativa degli imprenditori commerciali locali il vero problema. Sembrano fermi ad aspettative commerciali che non esistono più. In città vi sono pochissimi esempi di imprese nuove, negozi rinnovati, offerta di qualità, servizi innovativi per una clientela che cerca di soddisfare altrove i propri bisogni di consumo. Contrastare la grande distribuzione commerciale è vano. Certo una possibilità sarebbe la cooperazione, come ha dimostrato Conad in questi anni, ma lì c’è una cultura diversa d’impresa.

Pierino Favrin ex presidente dell’Unione e animatore di “Paderno Produce” mi dice che: ”l’ampliamento del Carrefour ormai non farà più danni di quelli già fatti all’epoca della sua apertura, quando forse aveva senso una dura opposizione”. La realtà è che i nostri paesi sono brutti, non c’è un ricambio generazionale e non c’è né la forza né le idee per far rivivere il commercio di vicinato. Manca la ristorazione e mancano i negozi di qualità. Ormai il “commercio di vicinato sono i supermercati di quartiere: questa è la verità”. La distribuzione è cambiata. Allora non c’è nulla da fare?  Potremmo tutti cavarcela con una battuta: ”è il mercato bellezza”. Potremmo ricordare che moltissimo dipende dalle imprese e dagli imprenditori commerciali, dalle loro idee di business, dalla capacità innovativa e dall’offerta qualitativa che metteranno in campo per aprirsi spazi alla conquista di nuovi consumatori più consapevoli. Ma certamente qualcosa può fare anche l’Amministrazione. Ha ragione Giovanni Giuranna (post del 24 settembre) quando sostiene che “Ciò che manca a Paderno Dugnano è proprio una politica del commercio locale che abbia la vista lunga e che possa innescare una dinamica economicamente virtuosa. …e che è urgente definire una strategia politica di rilancio del commercio di vicinato senza lasciarsi ipnotizzare dal denaro derivante dall’ampliamento del Carrefour.” Vediamo di seguito alcune proposte in campo (2)