Ampliare il Carrefour?(2)

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buyPochi si occupano del commercio locale e forse troppo poco anche l’Assessore delegato Valeria Polito, di cui non si conoscono le idee. Se sbaglio me ne scuso anticipatamente ma non sono riuscito a trovare nulla dei suoi propositi e/o programmi amministrativi. Tra i partiti, la Lega Nord di Paderno, con una iniziativa del giugno scorso, ha messo a punto un’analisi della situazione locale grosso modo condivisibile come la mancanza di ricambio generazionale, gli elevati costi fissi di gestione, la concorrenza dei Centri Commerciali, una difficile viabilità cittadina, la scarsità di parcheggi e la mancanza di regole o contromisure per garantire un mercato per tutti soprattutto per gli orari di apertura. Ma poi l’ha condita di ideologia contro la direttiva Bolkestein e le multinazionali e non l’ha accompagnata da proposte concrete. Giusto auspicare il consumo consapevole, valorizzare i prodotti del territorio ma poi si fanno affermazioni che sono rimaste tali.

L’IMU è già bassa, afferma la Lega, ma per i negozi non si può fare nulla d’altro? E per i nuovi orari del commercio cosa è stato fatto? Della ZTL cosa si è deciso? E il recupero dei centri storici,  del PGT del 2013,  cosa ha prodotto? Infine il divieto di costruire Centri Commerciali sulle zone agricole significa che altrove è possibile?

Cosa può fare allora l’Amministrazione comunale? Innanzitutto non fare danni. Se un problema sono i parcheggi perché non prevederli a ridosso dei centri come nelle aree libere di via Monte Sabotino e via Sant’Ambrogio invece che saturarle di residenza? Se il commercio è povero in via Gramsci perché non cogliere l’occasione del magnifico cortile De Capitani per farne un esempio di centro commerciale di pregio, invece di altra residenza? Ma oltre alle critiche facciamo alcune proposte, solo come esempi:

1.Un Patto con le Associazioni dei Commercianti per la valorizzazione dei “centri commerciali naturali” attraverso: progetti specifici di riqualificazione anche commerciale (Breter a Calderara, Palazzo Vismara a Palazzolo, via Gramsci a Paderno..) partecipando ai bandi di “finanziamento” regionale;

2.Un piano della accessibilità, della sosta e del carico e scarico merci e un piano per il decoro urbano e commerciale (colore, insegne, vetrine, ecc.);

3.Programmi annuali di promozione culturale e di animazione di specifici spazi pubblici;

4.Un Patto con gli esercenti e a favore dei consumatori contro il carovita (Borsa della spesa) e altre iniziative per il risparmio, l’educazione e la difesa dei consumatori;

6.La riqualificazione dei centri storici per promuovere e valorizzare le attività commerciali, artigiane, artistiche e di pregio anche con sgravi fiscali (agli under 35 o alla rinegoziazione dei canoni di affitto al ribasso);

7.La tutela delle piccole attività commerciali vitali per gli abitanti di alcuni quartieri (generi di prima necessità);

Insomma si provi a fare più che raccontare cosa si potrebbe fare.

Io trovo ancora utili, per il nostro territorio, le “provocazioni” di Leopold Kohr a proposito di città, commercio, urbanistica e traffico e a lui rinvio per tutti coloro che hanno a cuore il futuro del commercio di vicinato (“La città a dimensione umana”,Red edizioni 1992).