Io voto NO

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Il 20 e 21 settembre siamo chiamati ad esprimerci, nel Rerendum, sulla scelta fatta quasi all’unanimità dal Parlamento di ridurre il numero dei deputati da 600 a 400 e quello dei senatori da 300 a 200.

Così com’é formulata la proposta di riforma costituzionale suscita una forte domanda di senso, almeno in me. Il problema della Riforma costituzionale (che pure è ammissibile) riguarda il solo il numero dei parlamentari? Non lo è anche la loro qualità? Il metodo di selezione? La rappresentanza omogenea di territori e di opinioni? Gli stipendi dei parlamentari? I loro rimborsi esagerati? La funzione identica tra Camera e Senato? Il funzionamento concreto del rapporto tra Governo, Parlamento e Giustizia?

Io credo che in questo momento il paese abbia bisogno di altro. Servirebbe una grande visione e un grande piano di Riforme per il rinnovamento economico, sociale ed anche istituzionale. Un piano che non si vede. Come affronteremo il cambiamento del lavoro, le diseguaglianze, la formazione, l’innovazione digitale, il green new deal?

Per tornare in fretta a come eravamo prima? Senza nulla apprendere dalla lezione del Covid? I veri riformisti e la sinistra dovrebbero impegnarsi su questo urgenza di cambiamento del modello organizzativo dell’economia e della vita. E su questo dovrebbero impegnare e coinvolgere il paese. Non su un taglio sgangherato del numero dei parlamentari da dare in pasto alla cultura populista.

Personalmente trovo più motivazioni per esprimermi con un no piuttosto che consolarmi con qualche argomento, che pure esiste, a favore del si.