
Dopo il post del 7 febbraio ecco la nuova riflessione di Ottorino Pagani che pubblico volentieri:
“Il Senato ha approvato definitivamente, con il “Decreto mille proroghe”, lo slittamento al 1/1/2023 della fine del “Mercato tutelato” per l’energia; la proposta iniziale, presentata da M5S e LEU, per una proroga fino al 2024, è stata accolta solo in parte.
A mio avviso non è un buon segnale del “nuovo” governo; in ogni caso, restano un anno e dieci mesi ai “parlamentari di buona volontà” per abolire definitivamente la falsa liberalizzazione di questo mercato.
Come indicato nel post precedente, nei prossimi anni questo mercato risentirà dei finanziamenti “Next generation EU” per il piano di transizione ecologica europeo, e questo consentirà un ulteriore incremento della quota di “energia dal sole e dal vento”, con tecnologie che aumenteranno ulteriormente la loro competitività, soprattutto nei paesi del Sud Europa. A conferma di questo trend: con inizio 2021, in Spagna e Portogallo il prezzo dell’energia elettrica grazie a queste nuove tecnologie è sceso ben al si sotto della media europea.
Se prendiamo atto che il finanziamento sarà possibile per le tasse che pagheranno tutti i cittadini europei: che senso avrebbe fare nel 2023 la finta liberalizzazione? Perché le nostre tasse dovrebbero andare a gonfiare i profitti dei soliti “pochi”? Perché dovremmo pagare due volte il “bene comune” dell’energia? Mi auguro davvero che la “politica” tolga la “testa da sotto la sabbia” e riprenda a “tutelare” (regolare-riprogettare), soprattutto nelle condizioni storiche attuali, questi “mercati”.”