
Finalmente la Regione Lombardia un primato l’ha raggiunto.
Non per la buona organizzazione della vaccinazione antinfluenzale dell’autunno scorso. Non per la distribuzione territoriale dei centri pubblici per i tamponi anti-covid. Non per le Usca, che nel territorio della Asst rhodense non si sono visti, come nel resto della regione. Non per il funzionamento delle piattaforme informatiche regionali per la prenotazione dei vaccini degli over’80 che hanno indirizzato alcuni cittadini padernesi a Lodi e a Trezzo sull’Adda.
Non per l’accordo con i Medici di Medicina Generale che non decolla in molte zone, come nella rhodense. Adesso si vede quanto è stato trascurato il territorio a favore degli ospedali privati
Ma anche la Asst rhodense non scherza in efficienza. I cittadini padernesi over 80 hanno a disposizione un giorno alla settimana per vaccinarsi e ci impiegheranno anni prima di essere vaccinati tutti: una vergogna. Inoltre la vaccinazione a domicilio degli anziani in difficoltà è iniziata a Niguarda, a Sesto e a Cinisello Balsamo. A Paderno Dugnano quando?
Però la Regione Lombardia è la prima in Italia.
La nostra Regione è la prima a firmare un accordo discutibile (che spero il governo non avvalli) con una impresentabile Confindustria per la vaccinazione in azienda. Prima il reddito, poi la cura, hanno tuonato sia la Moratti che Bertolaso. Prima chi lavora e produce, poi gli anziani e i disabili, anche se corrono il rischio della vita.
Brava Moratti!
Aspettavamo te per vedere confermata, con tanto cipiglio imprenditoriale, una concezione mercantile della salute pubblica. Per quanto tempo ancora dovremmo sopportare questi personaggi che amministrano la Regione più importante dell’Italia senza pagare il conto delle loro stupidaggini pericolose? Bisogna commissariare non solo la sanità lombarda ma l’intera Regione Lombardia.
Forse bisogna smetterla con le richieste timide e gli appelli tardivi tra istituzioni che non si ascoltano.
E’ l’ora di organizzare una vera e propria vertenza sanità almeno verso Asst rhodense, la peggiore dell’ATS Città metropolitana, per difendere la salute nel nostro territorio. Serve una vertenza e una battaglia politica che veda in campo l’Amministrazione Comunale, i sindacati, le associazioni dei cittadini con ordini del giorno duri del Consiglio comunale, comunicati stampa delle forze politiche e presidi (in sicurezza) di fronte alle direzioni sanitarie e agli ospedali della Asst rhodense, come stanno facendo altre città nel Nord Milano.