Autore: Patrizia Cibin (Patrizia Cibin)

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BREXIT: Il contagio globale Come funziona l’effetto domino che dopo il referendum inglese ha causato contraccolpi dall’Italia al Giappone

Dal Sole 24 ore del 29 Giugno 2016.

BrexitHanno votato in Gran Bretagna. Ma a pagarne le conseguenze, per ora solo sui mercati finanziari, è tutto il mondo. Come un gigantesco terremoto, le scosse sismiche si sono infatti sentite fino al Giappone e agli Stati Uniti. Ma soprattutto hanno colpito duro sulla Borsa di Milano: da giovedì scorso, giorno del referendum, le vere vittime del «leave» sono state infatti le banche italiane, che hanno perso in media il 27%. Molto più, paradossalmente, del 13,9% di quelle inglesi.
Questa è la faccia più oscura dei mercati finanziari: sono così grandi (circa 9 volte maggiori del Pil mondiale) e così veloci (ormai una grande fetta delle contrattazioni in Borsa è effettuata da algoritmi automatici) che riescono a propagare in pochi secondi la crisi da una parte ad un’altra del globo. Votano gli inglesi, ma soffrono le imprese giapponesi e le banche italiane. Tutto questo a causa dei mercati finanziari che, ormai, sono diventati meccanismi velocissimi per propagare il contagio da un Paese all’altro. Fino all’economia reale.
Il paradosso delle valute
Il primo canale di propagazione del «virus» dell’incertezza è quello valutario. Che dal giorno di Brexit la sterlina abbia perso il 10,56% rispetto al dollaro è comprensibile: se si temono fughe dalla Gran Bretagna di banche o aziende (ammesso che poi avvengano davvero) e dunque di capitali, è normale che la valuta del Paese si deprezzi. Un po’ meno normale è che lo yen si rafforzi violentemente su tutte le altre valute, causando un danno all’economia giapponese e dunque un forte ribasso (-5,64% dal giorno del referendum) sulla Borsa di Tokyo.
Ci …

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Elezioni amministrative 2016 : un ragionamento “a caldo” Riceviamo e volentieri pubblichiamo il commento di Marco Coloretti - Consigliere Comunale PD di Paderno Dugnano

CINQUE SBERLE

Hai voglia di dire: il voto amministrativo non è sovrapponibile a quello politico, ci sono peculiarità precise città per città che ne condizionano il risultato, in Elezioni 2016campo ci vanno candidati sindaci locali e alleanze specifiche non riconducibili al quadro nazionale per cui non si può concludere tout court che questo voto sia implicitamente un giudizio sull’operato di governo.

Hai voglia di dire: ma al ballottaggio si sono presentati la metà degli elettori e che anche al primo turno hanno votato in pochi, che davanti ad un proliferare di liste civiche e l’astensione così alta un calo dei voti in termini reali verso il PD è da mettere in conto e che anche gli altri, quasi tutti, vanno indietro.

Hai voglia di dire: si, è una sconfitta. No è di più : è una sconfitta annunciata.

Elezioni regionali 2014 Emilia Romagna e Calabria: calo storico degli elettori, quasi 44% in Calabria, 38% in Emilia Romagna : in entrambe, vincono il PD ed il centrosinistra.

“Due a zero, palla al centro” (Renzi). “Le regionali non sono un test per il governo” (Boschi).

Quando si dice la lungimiranza politica.

Ma veniamo a ieri e proviamo a vedere se, almeno da questo voto, si potrà trarre un ragionamento politico un po’ più approfondito di quello visto in passato.

TORINO

Vince Chiara Appendino, candidata del Movimento Cinque Stelle con 202.764 voti. Piero Fassino, sindaco uscente, 168.880 voti. Ha certamente funzionato il voto “contro”, cioè quello che dalla destra, moderata e non, esclusa dal ballottaggio, si è riversato sulla candidata Cinque Stelle in funzione anti –PD.

E’ un fatto locale? E’ dovuto ad una …

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Lo spirito imprenditoriale che mi piace E che forse dovrebbe essere riscoperto anche a Paderno

L’articolo di Gianfranco Massetti sul commercio in città, mi ha ricordato il Buongiorno di Massimo Gramellini letto qualche giorno fa su ‘La Stampa’ .

Una storia che parte da un sogno, un desiderio o un’utopia, ma che con un po’ di fortuna, ma forse soprattutto con una bella dose di determinazione, iniziativa e progettualità si è trasformata in una bella e redditizia attività.

Ecco la storia:

Lo yogurt della cuccagna

Hamdi Ulukaya è un pastore curdo che vent’anni fa, stufo di mangiare solo yogurt, scese dalle montagne e partì per New York in cerca di fortuna. Per dieci anni assaggiò la vita dura del migrante e arrivò a rimpiangere i suoi yogurt: quelli americani non avevano sapore.

La fortuna arrivò nel 2005, sotto forma di una mail che Hamdi si ritrovò per sbaglio sulla casella postale.

Era di un’agenzia immobiliare che metteva in vendita un impianto per la produzione di yogurt. Hamdi si convinse che il destino stesse bussando alla sua porta e avesse una consistenza cremosa.

Accumulò debiti pur di comprare l’impianto e impiegò due anni per riprodurre il gusto della sua infanzia. Ma alla fine nacque lo yogurt Chobani, che in turco significa gregge. In poco tempo conquistò uno spazio fisso nei frigoriferi della Costa Orientale Americana, rendendo miliardario il suo inventore e consentendogli di assumere duemila persone, scelte per lo più tra i migranti senza lavoro come lui.

Qualche giorno fa,  il pastore del gregge ha comunicato due notizie:

La prima: presto Chobani sarà quotato in Borsa.

La seconda: era sua intenzione assegnare ai dipendenti il dieci per cento delle azioni. Qualcuno ha barcollato, qualcun altro è …

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Reagire allo schiaffo al PD di Paderno Dugnano!

Sono d’accordo con Gianfranco. E’ una scelta politica, di una politica che non mi piace. Di una politica che non vorrei si facesse nel Partito Democratico a cui sono iscritta.

Non concordo con una scelta fatta da una classe dirigente che si è presentata come ‘rottamatrice’ di una vecchia politica, ma che nei fatti si sta spesso dimostrando peggiore della precedente.

Queste scelte, fatte per ‘conquistare’ voti nell’area del centro destra a mio avviso finiscono con fare perdere molti voti a sinistra, con un saldo finale che si può immaginare negativo.

Il tentativo in atto già da tempo è quello di cambiare la natura del PD, di far perdere i valori di partecipazione e di coinvolgimento dal basso dei cittadini, per lasciare spazio a giochi di potere e di lobby. Giochi che ci sono sempre stati e che sempre ci saranno, non illudiamoci, ma che nel PD che vorrei  dovrebbero essere il più possibile limitati. E un Partito che vuole e che sa governare deve sapere gestire i rapporti anche con i poteri forti. Ma gestire tali rapporti non significa soffocare i propri ideali e i propri progetti.

Quello che voglio dire, soprattutto agli iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD è che non dobbiamo rassegnarci a questo stato di cose. Che soprattutto adesso non dobbiamo lasciarci prendere dallo sconforto, buttare la spugna e lasciare il PD nelle mani di questi burattinai.

Sono tempi difficili, ma non dobbiamo perdere la speranza e la voglia di costruire un paese che ci piace, che sia Paderno Dugnano o che sia l’Italia.

Dobbiamo Resistere, Resistere, Resistere. E la Resistenza il Popolo del PD ce