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Autore: Patrizia Cibin (Patrizia Cibin)
Giorgio Napolitano: le ragioni dell’astensione al referendum sulle trivelle
Dall’intervista di Repubblica all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
Domenica andrà alle urne per il referendum sulle trivelle?
“Non so se rientro in tempo da Londra”
Come voterebbe?
“Trovo persuasivi gli argomenti sull’inconsistenza e pretestuosità di questa iniziativa referndaria. Non si possono dare significati simbolici a un referendum. Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso”.
E’ legittimo invitare all’astensione?
“Se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria”.
Non servono altre parole per motivare l’astensione a chi è contrario a questo referendum.
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Referendum Trivelle: “qualche motivo per votare NO o non andare a votare”
Mi rendo conto di quanto possa essere facile restare impressionati da una campagna ambientalista con immagini di un gabbiano impregnato di petrolio che tenta disperatamente di aprire le ali. Ci vengono le lacrime agli occhi, oltre ad un senso di impotenza. Tanto da pensare che quello del referendum contro le trivelle potrebbe essere finalmente l’occasione per manifestare la nostra contrarietà di fronte a questi fatti. 
Ma poiché siamo chiamati a dare un voto, sarebbe auspicabile che ognuno di noi raccogliesse tutte le informazioni possibili, ragionasse sull’argomento, per poi prendere una decisione sul voto con la propria testa. Io, che ho a cuore l’ambiente, come spero tutti, ho deciso di fare questo sforzo e di prendermi del tempo per andare oltre i luoghi comuni e cercare di informarmi in modo un po’ più approfondito, analizzandone i diversi aspetti.
Ho iniziato con il ricostruire come è nata la motivazione a questo referendum:
Nel Settembre del 2015, ‘Possibile’, il movimento fondato da Giuseppe Civati, aveva promosso otto referendum, ma non è riuscito a raccogliere le 500mila firme necessarie per chiedere un referendum popolare (secondo l’articolo 75 della costituzione).
Poche settimane dopo, 9 Consigli Regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) hanno promosso sei quesiti referendari sulla ricerca e l’estrazione degli idrocarburi in Italia.
A Dicembre del 2015 il Governo ha modificato alla legge di stabilità per tenere conto delle modifiche suggerite dai quesiti referendari, e per questo la Cassazione li ha riesaminati e l’8 Gennaio 2016 ne ha dichiarato ammissibile solo uno, poiché gli altri cinque sono stati recepiti dalla legge di stabilità.
Il referendum si svolgerà Domenica 17 …
Ancora sul taglio degli alberi della Stazione di Paderno
Un Cittadino che ci segue, ci ha fatto una domanda.
Qual’è la motivazione ufficiale del taglio?
Rispondere a questa domanda non è facile.
Rileggendo con attenzione il numero 1 gen-feb 2016 della Calderina, pubblicata dalla Giunta Comunale, non si trova NESSUN riferimento al taglio degli alberi. ANZI!
Se fate attenzione alle immagini relative alle viste di via Roma COM’E’ … e COME SARA’… i tigli sono sempre presenti!!!
Ho chiesto anche a Marco Coloretti, consigliere comunale del PD, all’opposizione in questa legislatura e nella precedente, per cercare di ricostruire l’evoluzione delle proposte presentate, ed eventualmente individuare se in qualche momento della progettazione era stata manifestata l’intenzione di eliminare la piantumazione.
Ma nulla da fare! Non c’è nessun indizio che poteva farci pensare ad un proposito del genere.…
Sono iniziati i lavori di riqualificazione della stazione ferroviaria di Paderno!
Chi in questi giorni prenderà il treno Ferrovie Nord sulla linea Milano-Asso o si troverà a passare nei pressi della stazione di Paderno, vedrà questo spettacolo:
La giunta Alparone con la scusa di abbattere barriere architettoniche e mettere in sicurezza la viabilità dei padernesi, prosegue con determinazione all’abbattimento degli alberi storici di Paderno Dugnano.
Come per la riqualificazione di via Sant’Ambrogio, la giunta comunale di destra sembra trovare soddisfazione nell’abbattere il patrimonio verde dei Cittadini che dovrebbe tutelare, non considerando che anche la qualità dell’aria che i padernesi respirano ogni giorno contribuisce alla loro salute.
Il progetto presentato, ingannevole, lasciava immaginare che i rigogliosi tigli sarebbero rimasti al loro posto, ma non è così. In un paio di giorni, lavorando anche di notte, sono stati abbattuti alberi di almeno 60 anni. In particolare quelli di via Arborina. Confrontando la situazione prima del taglio ed il progetto, non si capisce a cosa dovrebbero fare spazio…
Immaginiamo che a questo punto saranno almeno sostituiti dagli striminz
iti alberelli che ormai si trovano un po’ ovunque in città e che spesso, dopo alcuni anni, si presentano come quelli di via Giardino, moribondi!
Cittadini di Paderno Dugnano, aprite gli occhi!
Ma non respirate troppo profondamente, l’aria è sempre più pesante grazie ad Alparone!
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