Calcio Lega pro: che c’azzecca con il PNRR?

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Articolo di Ottorino Pagani:

Lega pro: 5 dicembre 2021. “Il PNRR rappresenta un’occasione unica perché, attraverso il partenariato pubblico – privato, gli stadi possano essere oggetto di operazioni di riqualificazione e ammodernamento. Questo è quanto emerso nell’incontro che si è tenuto questa mattina a Palermo tra il Sindaco Leoluca Orlando, il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli e il Presidente del club rosanero, Dario Mirri.”

Di seguito lo stralcio di un articolo da “Il sole 24ore” del 23 giugno 2021:

Piano di utilizzo dei fondi del Pnrr per recuperare le strutture della ex Serie C .… Sportium, società specializzata nella progettazione di impianti sportivi che fa parte del Gruppo Progetto Cmr, ha mappato i potenziali ambiti di sviluppo che consentirebbero di utilizzare le risorse del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (Pnrr) predisposto definendo riforme e investimenti per il periodo 2021-2026, al fine di accedere ai fondi di Next Generation EU ……. Si tratta di vecchi edifici, in larga parte già interessati da riqualificazioni avviate – un business a oggi da 400 milioni di euro – che potrebbero innescare sul territorio un meccanismo virtuoso per generare anche nuovi posti di lavoro. Secondo Sportium nella fase di costruzione di uno stadio per ogni euro speso si attivano sul territorio quasi tre euro di produzione aggiuntiva ….. Il Pnrr potrebbe quindi essere una occasione quasi unica per mettere in moto lavori di riqualificazione di buona parte delle infrastrutture sportive del Paese ….. «Penso che lo sport, in particolare il calcio, possa avere un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi tracciati nel Recovery Plan» dichiara Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro ….. Nell’ambito della Missione 5-Inclusione e Coesione, componente “Infrastrutture sociali” del PNRR, si prevede infatti una specifica linea di intervento destinata alla rigenerazione delle aree periferiche, integrando il recupero urbano con la realizzazione di impianti sportivi, fanno sapere da Sportium …. La metà circa delle società interpellate nello studio svolgono la loro attività in una infrastruttura sportiva interessata da progetti di riqualificazione, ammodernamento o ricostruzione, che siano in fase esecutiva o di proposta. Sono stadi che vanno da un minimo di 1.500 posti ad un massimo di 58.000, come nel caso dello stadio di Bari. Tra quelli avviati lo stadio dell’Avellino e quello della Virtus Francavilla, chiamato “lo stadio senza barriere” che salirà a 3.360 posti dagli attuali 2mila. Il piano sarà attuabile se lo stadio diventerà luogo di incontro e di idee, con un occhio alla sostenibilità.”

Il PNRR è un piano nazionale, approvato dall’Unione Europea, per la ripresa dalla crisi pandemica e per aumentare la resilienza dei territori al riscaldamento globale in corso; è un piano finanziato con i soldi di tutti i cittadini europei al fine di costruire un orizzonte meno fosco dell’attuale alle generazioni future, infatti la denominazione dello strumento finanziario è “Next Generation EU”.

E’ pur vero che la Commissione europea indica che “il pacchetto finanzierà anche la modernizzazione di politiche tradizionali, come la politica di coesione e la politica agricola comune, per massimizzare il loro contributo alle priorità dell’Unione”, ma bisogna essere dei “buontemponi” proporre come rigenerazione delle periferie la ristrutturazione degli stadi attraverso il partenariato pubblico – privato, e sproloquiare che lo sport, in particolare il calcio, possa avere un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi tracciati nel Recovery Plan.

Mi auguro che il “Governo dei migliori” o, in seconda battuta, la Commissione Europea eviterà questa ennesima speculazione immobiliare dei “soliti pochi” con lo spreco di soldi pubblici europei e una triste “presa in giro” alle generazioni future,  partendo dai nostri figli e nipoti.

Altrimenti dovremo sconsolatamente pensare che la “politica dei migliori” è, come sempre, “panem et circenses”; anche se, con la pandemia e l’emergenza climatica in corso, non possiamo più permettercelo.