
Articolo di Ottorino Pagani:
“Case di Comunità lombarde…
La riforma del sistema sanitario territoriale fa perno sulle Case di Comunità come indicato dal Ministero della Salute, ma la loro implementazione, demandata alle Regioni, rischia di essere influenzata dai diversi “dialetti politici” Regionali; di seguito due “osservazioni” e una considerazione sulle “manovre” in corso nella nostra regione:
1) Corriere della Sera, 25 ottobre 2021: le parole dell’assessore regionale alla Sanità Letizia Moratti: “La mancanza di medici di famiglia? «Una percezione che non è data dal numero ma dall’organizzazione». Il ragionamento: «Lavorano per un numero di ore profondamente diverso rispetto alle ore di chi lavora all’interno delle strutture ospedaliere e sanitarie. Questo ovviamente è quello che crea la percezione di carenza».
– Corriere della Sera, 14 dicembre 2021: “Ovvero la questione dei medici di medicina generale, che devono essere di più e organizzati diversamente.…il tema sollevato ieri dalla vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti, in soldoni: per attivare le case di comunità serve una diversa organizzazione dei medici di base entro maggio 2022, con la firma di un accordo di governo entro marzo. È l’Europa a chiederlo: se la scadenza non sarà rispettata, sono a rischio i 7 miliardi previsti dal Pnrr per la sanità, di cui 1,2 in Lombardia. «Il Pnrr — ha detto Moratti — stabilisce le “milestones europee”, ossia le richieste che l’Europa fa ai Paesi.
Per quanto riguarda il Pnrr sanità» entro «maggio 2022 si richiede una diversa organizzazione del lavoro dei medici di medicina generale per poter attivare le case di comunità. È importante che il governo garantisca di poter rispettare questa richiesta: in caso contrario perderemmo 7 miliardi che riguardano la sanità territoriale» Ecco perché «dovremo firmare con il governo un accordo quadro, presumibilmente tra febbraio e marzo: a valle di questo accordo riceveremo le risorse»….Nel giro di 5 anni, 2.465 medici di base raggiungeranno l’età pensionabile. La carenza già oggi è tra il 10 e il 15%. Da qui, la necessità dell’aumento delle borse di studio a livello centrale. A questa si somma la questione organizzativa, dato che per far funzionare le case di comunità servono medici di base, che oggi sono dei liberi professionisti: «Il grande dilemma è che il Pnrr stanzia i soldi per fare le case di comunità ma non per metterci dentro le persone necessarie», spiega il presidente della commissione Sanità al Pirellone Emanuele Monti….. Il tema è nazionale, ma la Lombardia è la prima ad aver partorito una riforma vincolata al Pnrr: ecco perché si pone per primo qui.”
2) Colin Crouch, “Il potere dei giganti”: La politica adottata dal governo britannico nel 2008 per incoraggiare l’aggregazione dei medici di base in grandi ambulatori polifunzionali (mentre fino ad allora i loro studi erano distribuiti a pioggia su tutto il territorio): i nuovi ambulatori, più simili a piccoli ospedali, possono essere necessari in caso di patologie gravi, ma il grosso del lavoro di un medico generico riguarda i disturbi di minor conto di persone anziane e in condizioni disagiate o di genitori con bambini piccoli: in questi casi, la vicinanza all’utente, che evita a quest’ultimo disagevoli spostamenti, è una caratteristica molto apprezzata del servizio medico inglese. Essa preesisteva al Servizio sanitario nazionale, e non fu abbandonata nemmeno nel momento migliore nella storia di quel servizio, sul quale i fautori dell’apertura al mercato ironizzavano dipingendolo come baluardo del centralismo. Sgradito agli utenti, il grande ambulatorio centralizzato è invece una modalità di erogazione del servizio di base più gradita alle aziende private. Non sorprende che esse si siano aggiudicate la maggior parte dei contratti per la gestione di tali ambulatori, mettendo fuori causa i gruppi di medici di base che operavano nel Servizio sanitario nazionale. Il governo britannico teneva molto a “creare un mercato” dei servizi sanitari e aveva chiesto preventivamente alle imprese private quali fossero le forme organizzative più attraenti. Considerazione: a mio avviso le CdC permetteranno un miglioramento del sistema sanitario se manterranno anche la capillarità del servizio tramite un’adeguata organizzazione dei medici di base e capitalizzando, anche per il futuro, le esperienze positive maturate nel corso della pandemia, con le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA); ma l’attuale Giunta Regionale Lombarda ha forti affinità elettive con il neoliberismo britannico e le prese di posizione dell’Assessore Moratti sembrano strumentali a forzare una situazione premiante per la gestione privata anche dei presidi sanitari territoriali…. “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina” (come diceva