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Una Casa dell’Acqua a Palazzolo

E’ stata inaugurata, martedì 20 luglio,  la nuova Casa dell’Acqua in piazza Hiroshima a Palazzolo Milanese. E’ il terzo impianto attivo in città dopo quelli di Piazza Oslavia e via Mascagni.

Dopo il simbolico taglio del nastro, i cittadini potranno
recarsi alla nuova casetta e rifornirsi di acqua naturale e frizzante prelevata
dall’acquedotto cittadino, sicura e controllata, ottima da bere.

La nuova Casa dell’Acqua nasce grazie alla collaborazione fra il Comune e Gruppo CAP, che gestisce il Servizio idrico Integrato nella Città metropolitana di Milano.

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Sciopero all’ILVA di Paderno

“Il 20 luglio, in tutto il gruppo Acciaierie d’Italia, c’è stato uno sciopero di 24 ore indetto dalle sigle metalmeccaniche Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per protestare contro la situazione in cui versano i vari stabilimenti, a cominciare da Taranto, e lanciare un segnale al Governo. Attraverso Invitalia, lo Stato è ora partner di Acciaierie d’Italia.

A Taranto lo sciopero coinvolge anche i lavoratori delle aziende dell’indotto-appalto e multiservizi attraverso le rispettive organizzazioni sindacali.

«È stata registrata un’altissima adesione allo sciopero di 24 ore indetto in tutti gli stabilimenti del gruppo Acciaierie d’Italia». Lo dichiara in una nota Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia. «A Taranto negli impianti l’adesione è stata intorno all’80%, al netto dei comandati per le norme di salvaguardia del sito siderurgico, mentre le imprese dell’indotto si sono fermate totalmente.

Adesione sopra il 90% allo stabilimento di Genova di Cornigliano dove è stato deciso lo sciopero di un’ora al giorno fino al 29 luglio. Stabilimenti vuoti con produzione totalmente ferma a Racconigi (Cuneo) e a Legnaro (Padova) con il raggiungimento del 100% di adesioni e a Novi Ligure (Alessandria) la partecipazione è stata superiore al 90%. E infine a Paderno Dugnano (Milano) lo sciopero ha superato il 60%»,spiega Venturi.”

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Vasche di laminazione (3)

Figura 1: Destino dei patogeni virali nel ciclo idrico integrato e punti di potenziale esposizione umana (Rapporto ISS Covid-19 n. 10/2020)

di Ottorino Pagani:

” Il post pubblicato il 3 luglio 2020 (https://www.quipadernodugnano.info/vasche/) riportava alcune considerazioni al Rapporto e alla figura sopra riportati; dopo un anno, mi sembra opportuno riproporre il tema partendo dalle conclusioni del Rapporto stesso:

“In
conclusione, l’analisi di rischio esposizione a SARS-CoV-2 attraverso l’acqua e
i servizi igienici indica che sussistono allo stato attuale elevati livelli di
protezione della salute.

Tuttavia, analogamente a quanto si osserva per la contaminazione dovuta a altri agenti chimici e patogeni, gli eventi pericolosi critici correlati alla possibile diffusione dell’infezione COVID-19 attraverso l’esposizione a matrici idriche (acque reflue, acque superficiali usate per la balneazione o per fini irrigui, approvvigionamenti idrici autonomi) vanno individuati nelle circostanze di mancanza o inefficienza dei servizi di depurazione che potrebbero comportare la diffusione di SARS-CoV-2 nell’ambiente.

Le
autorità di sorveglianza dovranno quindi incentrare ogni attenzione sulla
possibile esistenza di emissioni e scarichi illeciti di reflui da abitazioni e
nuclei urbani.”

Il fiume Seveso rientra certamente nella categoria indicata nel Rapporto come “corpo idrico recettore … potenzialmente contaminato”: sulla scorta delle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità le autorità di sorveglianza e le istituzioni preposte che situazione hanno rilevato? e quali azioni / precauzioni hanno individuato per salvaguardare le salute dei cittadini residenti nel bacino del Seveso? e in particolare, qual’è la situazione nel nostro Comune, in relazione alla maggiore criticità indotta dal Seveso e dal Canale scolmatore che, in caso forti precipitazioni, nella sezione ampliata fino a Senago costituisce una vasca con acqua …

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Vasche? Il No di Sinistra Alternativa

Dal sito di “Sinistra Alternativa di Paderno Dugnano” ecco il comunicato stampa del 14 luglio:

“VASCHE DI LAMINAZIONE? CI SIAMO!!!

E’ da tempo che, come “ SINISTRA ALTERNATIVA DI PADERNO
DUGNANO”, assieme ad altri Comitati denunciamo l’inutilità e la pericolosità
delle vasche di laminazione del Seveso.

Ora siamo di fronte alla imposizione, Regione Lombardia, Comune
di Milano, Comuni dell’hinterland, senza ascoltare i cittadini, i Comitati e le
Associazioni che da tempo si sono opposti a queste vasche, insistono 
nella realizzazione di un’opera che non risolverà le esondazioni del Seveso a
Milano e soprattutto produrrà problemi gravi alle popolazioni dei Comuni dove
le vasche verranno realizzate.

Pare se ne siano accorti anche quotidiani nazionali, che ci ricordano che il Seveso è tra i fiumi più inquinati d’Europa,  come per dire che forse il problema prioritario è quello del disinquinamento e degli scarichi abusivi. E’ da tempo che questo corso d’acqua si trova in queste condizioni.

Era così nel “2014” e oggi è seriamente peggiorato. E da allora oltre a non aver fatto nessun intervento di manutenzione e nessun intervento per evitare l’inquinamento, si è continuato a costruire, cementificare e tombinare lungo il corso del fiume. Non possiamo permettere che si buttino soldi pubblici non solo per non risolvere il problema , ma per crearne di peggiori.

Smettiamola di utilizzare concetti come “ la progettazione partecipata” quando si è già deciso tutto e in premessa si dice anche che il progetto non è modificabile. Si tratta della salute e della sicurezza della popolazione che come dice la nostra Costituzione deve essere garantita dal Sindaco.

Occorre prendere l’iniziativa e dobbiamo farlo con tutte …

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Dibattito pubblico o manipolazione?

Una riflessione di Ottorino Pagani:

I “percorsi di presentazione pubblica e progettazione partecipata” intrapresi dalla Amministrazione Comunale per il Parco dell’acqua di Calderara e la vasca di laminazione del Seveso al confine con Varedo sono un “atto dovuto” previsto dal Decreto Legislativo n.50-2016: “Codice dei contratti pubblici”. Di seguito alcune considerazioni sul tema:

  • dal quotidiano Repubblica del 12 luglio 2021: “….. a partire dall’approvazione
    del Dlgs. n.50/2016, anche in Italia si è introdotto il cosiddetto “debate
    publique”. Ciononostante nelle esperienze fino ad oggi sviluppate nel caso di
    grandi opere, molto del dibattito è stato interpretato più come strumento di
    comunicazione esterna degli studi già sviluppati che non come occasione di
    discussione “orizzontale” volta a identificare (e incorporare nelle diverse
    soluzioni progettuali, se necessario), i dubbi e le perplessità delle comunità
    locali, spiegando i motivi, i limiti e le alternative ancora in fase di
    sviluppo. Un esempio lo si è avuto nel caso della nuova Diga di Genova: i
    rapporti e le informazioni venivano messi a disposizione dall’ente pochi giorni
    prima, non permettendo l’analisi attenta dei documenti da parte degli
    interessati esterni al processo decisionale. Le discussioni avevano come
    protagonisti solamente coloro che avevano svolto gli studi, senza
    contraddittorio o senza possibilità del processo iterativo tipico del
    “dibattito” e quindi lasciando le “proposte di miglioramento” alla possibilità
    di “uploadare” documenti sul sito del dibattito o tramite articoli su giornale:
    in entrambi i casi soluzioni molto distanti dalla natura del “debate publique”
    o dalla possibilità di far partecipare la comunità locale al processo
    decisionale, se non come auditore poco più che passivo.”
  • a mio avviso, la considerazione sopra riportata vale anche per

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