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Addolorata: la Festa e la piazza

Oggi comincia la Festa Patronale dell’Addolorata, che si festeggia la terza domenica di settembre.

Festa di popolo con un programma di devozione religiosa e di iniziative laiche. Il tutto nel rispetto delle regole imposte dal Covid. Il tema come, sottolinea il parroco Don Paolo, è ”come cenare insieme, camminare insieme, gioire insieme” (#FesteggiamoInSicurezza).

Il Comitato e la Parrocchia hanno predisposto un ricco programma che i cittadini, soprattutto palazzolesi, apprezzeranno di sicuro. Ammirevole l’iniziativa di un privato cittadino che ha finanziato il restauro dell’immagine della Madonna Addolorata, che si affaccia sull’omonima piazza. Una immagine, anch’essa divenuta storica, affrescata forse negli anni ‘60 dal pittore locale A.Valli.

Qualcosa però poteva fare anche l’Amministrazione comunale per migliorare l’aspetto di questa piazza, in occasione della Festa.

Da più di un anno ormai due alberi della piazza non sono stati sostituiti. Perché?

Non solo ma l’immagine della piazza è quella di uno spazio completamente snaturato. Bisogna ridare la funzione e l’immagine di una piazza che invece è ridotta, da anni e per “merito” delle amministrazioni di centrodestra, a puro parcheggio. Un parcheggio selvaggio, non regolamentato ed esagerato che impedisce di apprezzare questa bellezza, nuoce alla sicurezza di pedoni e famiglie; ostacola l’accesso viario ai residenti di via Borghetto e non favorisce l’uso delle panchine che pure vi sono.

Ora, se non si vuole togliere completamente le auto dalla piazza come pure si dovrebbe, si potrebbe almeno limitare l’area del parcheggio alla parte nord della stessa lasciando uno spazio adeguato alle panchine e al libero passaggio di pedoni e biciclette nonché ai visitatori che vanno al parco pubblico del Borghetto.,

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Coronavirus. 31°aggiornamento

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano:

AGGIORNAMENTO – 11.09.2020: ORE 15.00

I casi di positività Covid19, resi visibili con relativa anagrafica ai Sindaci sulla piattaforma ATS, a Paderno Dugnano sono attualmente 16 tutti seguiti presso il loro domicilio. Dall’inizio dell’emergenza a oggi, il totale dei casi registrati è di 435, di cui 71 deceduti e 348 guariti.

Si ricorda che è
fondamentale rispettare le misure di distanziamento e indossare la mascherina
per limitare al massimo il rischio contagio.
Qui è possibile leggere l’Ordinanza regionale del 10.09.2020

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Più No che SI

Trasmetto, di seguito, il comunicato stampa della Lista “Sinistra per Paderno Dugnano” che si esprime sui temi del Referndum del 21 e 22 settembre con argomentazioni che mi sembrano più orientate al No che al SI. Formalmente però la Lista non prende posizione e non aderisce a nessun Comitato.

“Il referendum confermativo del 20
– 21 settembre sul taglio del numero dei parlamentari, come si sta dimostrando
in questi giorni di campagna elettorale, non risponde certo né alle principali
esigenze di cui ha bisogno il Paese in questa fase complicata che riguarda la
salute e l’occupazione dei cittadini italiani, né risponde al bisogno di una
riorganizzazione del nostro sistema democratico.

“Sinistra per Paderno Dugnano”
ritiene che sarebbe stato più opportuno procedere con il taglio delle spese a
tutti i parlamentari per centrare l’obiettivo del risparmio, realizzando così
una cifra che sarebbe stata persino maggiore di quanto non previsto dal taglio
semplicemente numerico.

“Sinistra per Paderno Dugnano”
ritiene altresì che la qualità della democrazia in Italia non dipenda dal
numero dei parlamentari ma dalla centralità che si vuole dare al Parlamento
rispetto alle scelte in ordine economico e sociale, dall’efficacia delle
procedure legislative senza continui passaggi doppi tra Camera e Senato, con
una chiara definizione delle competenze con gli organismi decentrati (Regioni
ma anche Comuni e aree metropolitane che ad oggi non rispondono agli obiettivi
di coordinamento e di omogeneità dei territori come erano state pensate, anche
per l’assenza di una diretta elezione dei rappresentanti dei cittadini).

“Sinistra per Paderno Dugnano”
ritiene poi fondamentale che al taglio numerico dei parlamentari debba essere
collegata una legge elettorale che garantisca non solo la …

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La Serra del parco Belloni

In queste settimane ho avuto l’opportunità di godere, come molti cittadini, della bellezza del parco Belloni di Cassina Amata. Ieri c’erano più di 60 persone tra adulti e bambini che sciamavano tra i giochi e i prati del parco. Una giornata bellissima, piena di voci e di colori. Sole caldo ma non intenso, erba curata, alberi ombrosi e custode ineccepibile. E’veramente un’oasi di verde che aiuta il riposo del corpo e alleggerisce la mente. La nostra città, oltre ai grandi parchi del Grugnotorto, del Seveso e della Cava Nord, può vantare diversi parchi di quartiere di tutto rispetto. E’ questo un aspetto della sua forza e che la rende unica nel panorama dell’area metropolitana milanese. Ma possiamo fare ancora di più. Aggiungere qualità e bellezza a quella che già “possediamo”.

Per questo voglio mandare un “messaggio nella bottiglia” agli amministratori pubblici; per riattivare la loro memoria, qualora avessero dimenticato che il parco di Villa Belloni era ricco anche di una serra ottocentesca di non trascurabile bellezza.

L.S.Pelissetti ci ricorda, in un suo testo, che ” la presenza della serra o del giardino d’inverno addossata al muro di cinta era infatti molto comune all’interno dei complessi residenziali dell’epoca; in questo caso la presenza di grandi vetrate sostenute da una leggera struttura in ghisa con colonnine rastremate e capitelli a volute recanti protomi di cherubini, indica la pregevolezza della costruzione originaria”. Ci sarebbe quindi la possibilità di recuperare un gioiello da “incastonare” in questa parte di verde pubblico? Il parco della Villa Belloni potrebbe essere dotata di una qualche “edificio” di qualità, ricostruendo in loco la vecchia serra i cui resti sono …

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Io voto NO

Il 20 e 21 settembre siamo chiamati ad esprimerci, nel Rerendum, sulla scelta fatta quasi all’unanimità dal Parlamento di ridurre il numero dei deputati da 600 a 400 e quello dei senatori da 300 a 200.

Così com’é formulata la proposta di riforma costituzionale suscita una forte domanda di senso, almeno in me. Il problema della Riforma costituzionale (che pure è ammissibile) riguarda il solo il numero dei parlamentari? Non lo è anche la loro qualità? Il metodo di selezione? La rappresentanza omogenea di territori e di opinioni? Gli stipendi dei parlamentari? I loro rimborsi esagerati? La funzione identica tra Camera e Senato? Il funzionamento concreto del rapporto tra Governo, Parlamento e Giustizia?

Io credo che in questo momento il paese abbia bisogno di altro. Servirebbe una grande visione e un grande piano di Riforme per il rinnovamento economico, sociale ed anche istituzionale. Un piano che non si vede. Come affronteremo il cambiamento del lavoro, le diseguaglianze, la formazione, l’innovazione digitale, il green new deal?

Per tornare in fretta a come eravamo prima? Senza nulla apprendere dalla lezione del Covid? I veri riformisti e la sinistra dovrebbero impegnarsi su questo urgenza di cambiamento del modello organizzativo dell’economia e della vita. E su questo dovrebbero impegnare e coinvolgere il paese. Non su un taglio sgangherato del numero dei parlamentari da dare in pasto alla cultura populista.

Personalmente trovo più motivazioni per esprimermi con un no piuttosto che consolarmi con qualche argomento, che pure esiste, a favore del si.