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Un altro 25 aprile antifascista

Qualche giorno fa la segretaria del PD Elly Schlein(che parteciperà al corteo del 25 Aprile a Milano) ha dichiarato che: “mancano pochi giorni al 25 aprile vorrei dire con forza a questo governo, a questa maggioranza e anche alle più alte istituzioni che non permetteremo a nessuno di riscrivere la storia e di cancellare la memoria antifascista della Resistenza al fascismo e alla privazione di libertà che qualcuno oggi ancora cerca di rispolverare facendo del negazionismo”.

Parole
sante. Noi pensiamo che valgano anche per Paderno Dugnano dove speriamo che
al 25 Aprile ci sia risparmiato di sentire la “predica”
bonaria e fuorviante e dal palco di qualche esponente di FdI, anche se bardato
da uno scudo istituzionale.

L’Amministrazione comunale antifascista non ci faccia questo “pessimo regalo.

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Chi la dura la vince!

Al prossimo Consiglio Comunale di giovedì 20 aprile 2023 alle ore 20.00 al punto 8) è iscritta la “Mozione in merito al ricorso in appello N. 6035/2020 RG, promosso avanti il Consiglio di Stato, Sez. IV, dal Sig. G.A. e altri contro il Comune di Paderno Dugnano (Variante RE3)” che lo stesso Consiglio deve esaminare. E’ una mozione, a firma dei capigruppo di Lega, FI e Paderno Cresce che esprime il parere negativo del centrodestra sulla delibera che l’attuale Giunta comunale ha approvato il 30 marzo 2023.

Questa delibera di Giunta esprime la volontà dell’attuale maggioranza di ”non costituirsi nel giudizio di appello davanti al Consiglio di Stato” per difendere un atto della giunta Alparone-Bogani che prevede la costruzione di palazzine residenziali dentro il parco di via Gorizia.

Il “Coordinamento RE3” da anni (2017) con petizioni, raccolta firme, iniziative pubbliche e raccolta di fondi aveva spalleggiato gli abitanti di via Generale dalla Chiesa sostenendo economicamente anche il ricorso dei cittadini contro la volontà dell’amministrazione Alparone-Bogani di distruggere un parco.

La testardaggine del centrodestra è ammirevole ma lo è anche la
tenacia dei difensori del Parco. Vedremo come andrà a finire. Noi sosteniamo il
Coordinamento Re3 e invitiamo i
cittadini a partecipare a questo Consiglio Comunale per far sentire la propria
voce e la propria volontà di difendere il Parco di via Gorizia.

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Un saluto a Vittorio Bellavite

E’ morto il 12 aprile a Milano Vittorio Bellavite,
coordinatore e portavoce nazionale del movimento ecclesiale “Noi siamo chiesa”
che esprime da decenni la posizione dei cattolici di base, spesso anche in
disaccordo con le posizioni ufficiali del mondo vaticano. Esponente della
Rete pace e disarmo, fondò la sezione italiana dell’Imwac (International
movement we are church) nato nel novembre del 1996 che si collocò subito
all’interno della Rete pacifista.

Vittorio Bellavite è stato il segretario provinciale di Milano dell’MPL (Movimento politico dei Lavoratori) per poi, dopo le fallimentare esperienza elettorale del 1972, entrare nello PSIUP e poi fondare con gli ex psiuppini di Miniati e Foa il Partito d’Unità Proletaria. Vittorio e gli altri confluirono infine in Democrazia Proletaria. Fu fondatore dei Cristiani per il Socialismo un movimento cristiano di base che si ispirava alla teologia della liberazione dell’America Latina. Quel movimento fatto di parrocchie, chiese di base, preti operai fu fortemente ridimensionato con la scelta del PCI di affrontare il rapporto con le masse cattoliche con la scelta del compromesso storico.

Io ho solo uno sfuocato ricordo di un incontro con Vittorio Bellavite nel lontano 1971, quando insieme ad un gruppo di amici, lasciammo l’Oratorio di Palazzolo e ci ritrovammo in via Borghetto. Lì cercavamo una strada diversa per continuare a crescere. Chi con la musica, chi con il teatro e chi con l’impegno “civile”. Ricordo alcuni incontri di quell’anno.

Con Tonino Govoni, segretario del PCI di Palazzolo, con un gruppo di Lotta Continua di Varedo, con i cattolici di Cusano, con il gruppo “Facciamo qualcosa?” di Palazzolo e anche con Vittorio Bellavite del MPL di Milano. …

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Per il ponte è la volta buona..

Secondo Il Notiziario di ieri a Paderno, riprendono i lavori per la costruzione del ponte.

“Dalla prossima settimana è attesa la ripresa dei lavori nel cantiere del ponte tra via Battisti e via Camposanto. Questa settimana è arrivato il via libera dopo la bonifica dagli ordigni bellici effettuata nella seconda metà di marzo, una volta che si era conclusa la demolizione. Con la ripresa del cantiere nei prossimi giorni si assisterà alla costruzione della nuova spalla sul fronte di via Camposanto.”

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Atlas Copco di Paderno: Solidarietà operaia in campo

Comunicato ANSA del 14 Aprile:

Mamma monoreddito licenziata da Atlas Copco Blm, sciopero. Fiom-Cgil,”su sito ‘salvaguardare persone’ ma abisso con realtà”

(ANSA) – MILANO, 14 APR
– Una dipendente part-time, madre di tre figli minori in una famiglia
monoreddito, licenziata dalla sede di Paderno Dugnano (Milano) della Atlas
Copco Blm che ha circa 120 addetti ed è specializzata in strumenti e software
per il controllo di qualità.

Questo il motivo dello
sciopero “in massa” – spiega la Fiom-Cgil – attuato questa mattina
dai lavoratori.

 La multinazionale svedese ha sedi in molti Paesi e oltre 49.000 dipendenti ricorda il sindacato che denuncia come sul sito dell’azienda si legga “Abbiamo una lunga tradizione di sostenibilità nelle nostra attività. Ciò significa che facciamo tutto il possibile per creare valore duraturo salvaguardando le persone, i profitti e il pianeta” mentre “tra questa frase e la realtà ci sia uno scarto abissale”. “Giusto per ‘salvaguardare le persone” la società “venerdì 7 aprile ha augurato Buona Pasqua a una lavoratrice consegnandole un preavviso di licenziamento e allontanandola immediatamente dall’ufficio; motivo dell’annunciato licenziamento: una riorganizzazione aziendale. Una riorganizzazione secondo la quale una lavoratrice part time, monoreddito e con tre figlie minori a carico è di troppo”.
    Dipendenti e Fiom-Cgil dopo un’assemblea hanno deciso lo sciopero e chiedono il ritiro del suo licenziamento. “Questa mattina, in un meeting prima dello sciopero – conclude l’organizzazione dei metalmeccanici – l’azienda ha mostrato ai lavoratori una slide sulla riorganizzazione in cui tra le altre cose si legge: ‘Questa decisione – di licenziare una lavoratrice (ndr) – è stata molto difficile ma estremamente importante per la nostra attività e la nostra …