«Ciao fratello, amico e compagno»

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Fra i presenti, oltre alle compagne e ai compagni di strada di Franzoni nella Cdb di San Paolo e nelle altre comunità di base – dall’Isolotto di Firenze al Cassano di Napoli –, anche gli scout, oggi 50-60enni, che ebbero come assistente Franzoni quando era ancora abate. Poi Mina Welby, che era qui anche dieci anni fa, quando in comunità venne celebrato quel funerale religioso che il card. Ruini negò a suo marito Piergiorgio. “Pezzi” di Chiesa cattolica romana, come il direttore della Caritas di Roma, mons. Enrico Feroci, e l’attuale abate della basilica di San Paolo, per «dare l’ultimo saluto a chi mi ha preceduto nella comunità benedettina». I redattori delle riviste con cui Franzoni ha collaborato, Confronti (erede di Com, fondata anche da Franzoni) e Adista. Rappresentanti e credenti in altre fedi: valdesi, metodisti, musulmani, perché «prima di essere ebrei, cristiani, musulmani o atei siamo esseri umani», dice l’imam dei palestinesi di Roma.

Molti prendono la parola. Il coordinatore nazionale di Pax Christi, don Renato Sacco, legge il messaggio di mons. Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, presente al Concilio Vaticano II insieme a Franzoni e anch’egli fra i protagonisti del dialogo fra cattolici e comunisti negli anni ’70-’80: «le sue prese di posizione sulla Chiesa dei poveri e sul dialogo con i comunisti sembrano appartenenti al passato», scrive Bettazzi, ma gli resta «il merito di una profezia sulla Chiesa dei poveri, sull’ecologia, sulla nonviolenza e la pace, perseguita con sincerità, con coraggio e con la coscienza di una fede sincera». «Ha lasciato la sicurezza dei muri del convento per far parte di una comunità che si è messa in cammino, senza pecore o sudditi», ricordano altri. «Papa Francesco ha chiesto perdono ai valdesi per le persecuzioni inflitte loro nei secoli scorsi, mi piacerebbe che ora lo facesse anche nei confronti di Franzoni e dei suoi compagni», suggerisce Marco Davite, caporedattore della trasmissione Rai Protestantesimo. «Vedo Giovanni in questa cassa e mi chiedo: come è possibile rinchiudere i suoi pensieri lì dentro?», domanda Margherita, una donna della Cdb di San Paolo.

Poi la bara, poggiata in terra e “accerchiata” dai giovani della comunità davanti ad un tavolo-altare rivestito della con la bandiera della pace, viene sollevata e portata fuori, fra gli applausi di tutti e la commozione di molti. «Ciao fratello, amico, compagno Giovanni Franzoni».

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