Cittadini di “serie B”?

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Post di Ottorino Pagani:

“Aumentano i contagi di Covid ma vengono chiuse le Usca, le unità speciali di continuità assistenziale create per fronteggiare la pandemia e fornire assistenza sanitaria in alternativa al pronto soccorso. L’ultimo giorno di lavoro per le Usca è stato giovedì 30 giugno.

Ma alcune regioni si stanno attrezzando per prorogarle di almeno sei mesi o per convertirle nelle nuove Unità di Continuità Assistenziale (Uca) previste nel Decreto Ministeriale per le Case di Comunità. Un servizio sconosciuto nel nostro distretto gestito dall’ASST Rhodense che ripropone, congiuntamente alla mancanza dei medici di famiglia, l’urgenza della riforma sanitaria territoriale imperniata sulle Case di Comunità, come previsto nel testo del PNRR approvato dall’UE. L’importanza di questo diritto di cittadinanza (diritto alla salute) richiede, a mio avviso, l’impegno delle istituzioni territoriali preposte ad informare e coinvolgere i cittadini sullo stato delle attività necessarie a cogliere l’opportunità offerta dal PNRR.

Ad oggi, conosciamo soltanto dove sarà realizzata la Casa di Comunità di Paderno Dugnano (presso il Palazzo ex INAM) ma non abbiamo notizia del crono-programma delle attività: per la rigenerazione della sede, per il nuovo contratto e la disponibilità dei medici di famiglia, non sappiamo chi guiderà il sistema nei prossimi anni, con quali operatori, e soprattutto come sarà finanziato.

Una disattenzione nei confronti di cittadini perennemente ritenuti di “serie B” o un disinteresse congenito della “politica territoriale” ad un servizio sanitario pubblico efficiente, e l’ennesima rinuncia all’esercizio di una “politica del bene comune” per favorire gli interessi di qualche privato”?