
Ricevo da Ottorino Pagani:
“Viviamo in un comune della Regione, gestita da diversi anni dalla Lega (Nord e “per Salvini”), che ha massacrato il “contratto federale” che avrebbe dovuto garantire la sovranità dei cittadini. La retorica della sovranità nei nostri territori si scontra con le evidenze del ruolo effettivo che la “politica” ritaglia ai suoi cittadini: azzeramento di ogni forma di partecipazione e disinformazione galoppante, anche su temi importanti e critici.
E non mi riferisco solo alla perdita dei legami con il “luogo”, il dialetto, la sua storia, che è conseguenza del processo di globalizzazione gestito dai “soliti pochi”, con il beneplacito della “politica”, interessati unicamente al loro tornaconto personale; mi riferisco alla “prassi della politica” in questi ultimi anni.
Alcuni esempi:
- La Città Metropolitana ha sostituito la Provincia, ma i cittadini non possono più votare il Consiglio e il Sindaco metropolitani.
- I Consigli di Quartiere sono stati annullati.
- Il “Regolamento per la partecipazione” è sostanzialmente carta straccia: nessun utilizzo degli strumenti descritti, dalle consulte ai referendum, etc.
- Si finge di “coinvolgere” / “ascoltare” pochi cittadini e alcune “associazioni” su temi non dirimenti / dettagli non importanti, principalmente per fini elettorali.
- Le informazioni ufficiali latitano, i dati sullo stato della pandemia, i piani per i vaccini, gli indirizzi per la tutela e lo sviluppo della sanità pubblica non esistono.
- Non si conoscono i dati relativi all’inquinamento atmosferico, al degrado del suolo e allo stato delle acque; non si conosce il valore dei rifiuti recuperati e gli indirizzi per una vera economia circolare; cioè non sappiamo niente delle politiche ambientali che impattano sul nostro benessere e sulla nostra salute.
E questa prassi non è solo di “destra”, è anche di “sinistra” e del “civismo” modaiolo che ha completato la proposta “politica” in questi anni; forse è giunto il momento di rendere vero e efficace, almeno a livello locale, quel “contratto federale” che prevede la salvaguardia della cittadinanza, ma che richiede, a mio avviso, un “altra politica” e “altri politicanti”.