
di Ottorino Pagani:
” L’Autorità per l’Energia, Reti e Ambiente (Arera) ha previsto un rincaro, per i prossimi 3 mesi, del 3,8% per l’elettricità e del 3,9% per il gas naturale. Le motivazioni di questo aumento sono:
- La salita dei prezzi del petrolio e del metano; cioè delle fonti fossili che dobbiamo ridurre entro il 2030 per ridurre il rischio dei cambiamenti climatici.
- La prospettiva che il mercato energetico crescerà nei prossimi mesi grazie al diffondersi delle vaccinazioni per il Covid19; cioè si anticipa una reazione dei mercati con la pandemia ancora in corso e prevedendo un ritorno alle vecchie abitudini.
- Restano inalterati gli oneri di servizio: contributi per gli investimenti dei gestori e gli incentivi, la cui voce più consistente riguarda le rinnovabili, che dovrebbero cominciare a scendere tra due anni; cioè, i cittadini continuano a finanziare gli operatori del settore.
- Una parte degli aumenti è dovuto al livello record raggiunto dai prezzi della CO2, il sovrapprezzo imposto dall’Unione Europea per le emissioni inquinanti; cioè l’inefficienza ambientale degli operatori di questo mercato diventa un costo che finisce per pesare, indirettamente sui consumatori.
Tutela di un “mercato”, a mio avviso, dovrebbe significare: regolare / riprogettare il “mercato” stesso, cioè non significa assecondare in modo inerte gli aumenti dei costi dei monopolisti di questi mercato e ribaltarli sui consumatori, questo non è più un “mercato” ma diventa un moderno sistema feudale di tassazione. E soprattutto, non è accettabile riconoscere nei costi anche quelli relativi ai gas serra che stanno provocando il cambiamento climatico e che questi operatori non riescono a contenere nel modo previsto dalla U.E..
Questa situazione rafforza i dubbi e le perplessità espresse nei due post precedenti; e oltre al blocco definitivo della falsa liberalizzazione di questo “falso mercato”, diventa urgente e necessario che lo Stato e le sue Istituzioni lo riprogettino, senza il paraocchi della “libertà di mercato”, per la salvaguardia del bene comune: l’energia e nel rispetto dell’impegno di tutti i cittadini europei che finanzieranno il “Green new deal” del fondo “Next generation E.U.”.