
Articolo di Ottorino Pagani:
“L’Agenzia Europea dell’Ambiente, nel suo nuovo Rapporto pubblicato giovedì 24 novembre, stima che “l’esposizione a concentrazioni di particelle fini superiori alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità ha provocato 238.000 morti premature” in tutta l’Unione europea (UE).
Questo dato è leggermente in aumento rispetto al 2019, quando le particelle fini, che penetrano in profondità nei polmoni, hanno causato la morte prematura di circa 231.000 persone. Questo aumento è in parte spiegato dal fatto che il Covid-19 ha colpito più duramente le persone con comorbidità legate all’inquinamento atmosferico (tumori, malattie polmonari o diabete di tipo 2). Inoltre, “rispetto al 2020 e al 2019, il numero di decessi prematuri attribuibili all’inquinamento atmosferico è aumentato per [particelle fini] PM2,5 ma è diminuito per [biossido di azoto] NO2 e O3″, specifica l’AEA nel suo studio, e definisce l’inquinamento atmosferico come “il più grande rischio ambientale per la salute in Europa”.
La qualità dell’aria rimane scarsa in molte aree d’Europa, tra queste, la Pianura Padana si conferma la peggiore: vedi mappa..”
[ozono]