
In queste settimane ho avuto l’opportunità di godere, come molti cittadini, della bellezza del parco Belloni di Cassina Amata. Ieri c’erano più di 60 persone tra adulti e bambini che sciamavano tra i giochi e i prati del parco. Una giornata bellissima, piena di voci e di colori. Sole caldo ma non intenso, erba curata, alberi ombrosi e custode ineccepibile. E’veramente un’oasi di verde che aiuta il riposo del corpo e alleggerisce la mente. La nostra città, oltre ai grandi parchi del Grugnotorto, del Seveso e della Cava Nord, può vantare diversi parchi di quartiere di tutto rispetto. E’ questo un aspetto della sua forza e che la rende unica nel panorama dell’area metropolitana milanese. Ma possiamo fare ancora di più. Aggiungere qualità e bellezza a quella che già “possediamo”.
Per questo voglio mandare un “messaggio nella bottiglia” agli amministratori pubblici; per riattivare la loro memoria, qualora avessero dimenticato che il parco di Villa Belloni era ricco anche di una serra ottocentesca di non trascurabile bellezza.
L.S.Pelissetti ci ricorda, in un suo testo, che ” la presenza della serra o del giardino d’inverno addossata al muro di cinta era infatti molto comune all’interno dei complessi residenziali dell’epoca; in questo caso la presenza di grandi vetrate sostenute da una leggera struttura in ghisa con colonnine rastremate e capitelli a volute recanti protomi di cherubini, indica la pregevolezza della costruzione originaria”. Ci sarebbe quindi la possibilità di recuperare un gioiello da “incastonare” in questa parte di verde pubblico? Il parco della Villa Belloni potrebbe essere dotata di una qualche “edificio” di qualità, ricostruendo in loco la vecchia serra i cui resti sono stati identificati, recuperati e depositati in qualche magazzino comunale.
Allego un piccolo servizio fotografico per chi volesse affrontare una simile sfida di una “ristrutturazione conservativa che potrebbe diventare un luogo di incontro e di bellezza. Sognare non costa nulla.



