La Casa della Comunità di Paderno Dugnano adesso c’è

Un primo obiettivo
“sembra” raggiunto. Se è vero come è vero che la giunta regionale lombarda ha
approvato la localizzazione delle Case di Comunità (218), degli Ospedali di
Comunità (71) e dei Centrali operative territoriali (101). Tra le Case di
Comunità viene indicata anche quella di Paderno Dugnano in viale della
Repubblica, di proprietà del comune. Bene. 
Quindi avevano ragione coloro che (Sinistra per Paderno, cittadini e associazioni
culturali) insistevano sulla necessità di investire sul Palazzo ex-Inam.

Ora le chiacchiere
stanno a zero.Ma perché per mesi si è discusso di soluzioni alternative per un
nuovo edificio? Perché si è detto che il Palazzo Inam non era recuperabile ed
era meglio abbatterlo o abbandonarlo? Perché si è sostenuto che c’era una
concorrenza spietata del Comune di Senago che poteva “rubarci” la Casa della Comunità?
Perché si è tentato di far passare come disfattisti chi semplicemente ragionava
su dati di fatto che adesso sono evidenti a tutti? Temo che una ragione ci sia
e che non sia tanto nobile. Ma questo è il passato.

Fatto il primo passo,
resta ancora tanta strada. Si è detto “prima il contenuto e poi il contenitore”
e invece si è fatto il contrario. Bene comunque, se questo ha portato alla Casa
della Comunità del viale della Repubblica. Torna il tema del contenuto (quali
servizi) e della sua concreta fattibilità come presidio di sanità pubblica.

Ora, ammesso che siamo
già in questa fase, bisogna riproporre con forza quanto già si diceva mesi fa.
Serve una vertenza formale con Asst con protagonisti, oltre alla Amministrazione
comunale, anche i cittadini, i sindacati e le categorie interessate. Fare della
Casa …

Una nuova vita per il Palazzo Inam

Serata piena di suggestioni e spunti culturali quella di ieri, promossa dal Circolo Restare Umani, sulla possibilità di una riqualificazione energetica e funzionale del Palazzo ex Inam di Paderno Dugnano.

Un appuntamento ad invito, causa restrizioni Covid, che ha visto l’incontro di diversi interessi. L’ultra ottantenne architetto Marco Romano, progettista del Palazzo brutalista, ha raccontato il contesto politico e culturale della nascita di quel progetto.

Erano gli anni ‘60 e la giunta di centrosinistra guidata da Umberto Risso aveva affidato la redazione di un nuovo centro civico-direzionale per favorire l’espansione della città e la creazione di una nuova centralità urbana all’architetto Marco Romano, appartenente al Collettivo di Architettura di Milano. L’arch. Romano ha spiegato come l’idea progettuale fosse ispirata da un’esperienza della città scozzese di Cumbernauld e come queste ragioni innovative (del cemento armato a vista) innervassero il dibattito, di quel gruppo di architetti del Collettivo, che operavano in quegli anni in tutto il milanese.

Le ragioni di questa “bellezza” architettonica hanno incuriosito degli studenti del Liceo Boccioni che hanno cominciato a studiare le origini e la storia di questo edifico e di questa corrente, denominata poi “brutalismo”, e ne hanno fatto l’oggetto del loro percorso didattico sotto l’egida del professor Gionata Tiengo.

E’ a questo punto che gli interessi degli studenti e la curiosità di un gruppo di cittadini si sono incontrati ed è nata l’idea di uno studio per una rigenerazione funzionale di quell’edificio. Anche per non perdere l’occasione delle risorse del PNRR finalizzate per legge alla creazione di una Casa della Comunità a Paderno Dugnano.

Per questo l’Associazione Restare Umani ha promosso la presentazione di una ipotesi …

Il compagno Ambrogio Maglia ci ha lasciato

Il maledetto Covid ha colpito anche il compagno Ambrogio Maglia.

Un’altra persona straordinaria e generosa ci ha lasciato. Lo sgomento è forte e ora siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi amici più intimi.

Ci sarà tempo per ricordare il suo lavoro di lunghi anni a favore del Centro Anziani di Calderara, il suo impegno politico con il PCI e la sua presenza in Consiglio Comunale. Sempre presente nelle attività sociali e civiche. Attivo anche nell’ANPI.