
Leggendo l’articolo dal quotidiano IL GIORNO del 26 ottobre, che vi riporto più sotto, nasce immediatamente un interrogativo: ma in questo caso dobbiamo solo applaudire e ringraziare il volontariato civico o preoccuparci delle mancanze del servizio pubblico?
Si perché c’è un equivoco che ha percorso la storia del rapporto tra enti locali e il volontariato in questi anni. Un’equivoco che qualcuno ha anche alimentato di teorie “sussidiarie” manipolando il senso nobile di questo atteggiamento politico. E cioè laddove non arriva lo Stato (o meglio il pubblico servizio) arrivi pure il Volontariato o meglio il privato.
E’ così spesso lo Stato si è ritratto impoverendo i suoi doveri e il privato sociale ha surrogato compiti non suoi. Snaturando così sia il ruolo dello Stato che quello del Volontariato.
Questo atteggiamento superficiale ha causato danni rilevantissimi al pubblico e anche al privato sociale. Evidentissimi questi danni nella sanità lombarda. Ecco perché i volontari di Cesare Battisti non si devono sostituire ai compiti istituzionali del servizio pubblico (che risulta anche abbastanza caro) ma debbono pretendere il funzionamento di un servizio che è loro dovuto.
Un altro esempio (non casuale): è giusto che l’Amministrazione comunale chieda l’aiuto del Volontariato per tenere aperto e sorvegliato un parco pubblico cittadino ma se questo aiuto non arriva il parco deve restare chiuso o l’Amministrazione deve saper trovare le risorse per garantire questo servizio comunale?
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Di seguito l’articolo di Monica Guerci dal quotidiano il Giorno del 26 ottobre 2020:
Paderno,
grazie ai volontari anche via Battisti ripulita dai rifiuti
In azione il gruppo di cittadini che quartiere dopo quartiere sta ripulendo la città. Impegnamoci a …


