Grancasa chiude: 27 lavoratori a rischio

Rilanciamo l’informazione da il Notiziario.net :

Il Grancasa di Paderno Dugnano verso la chiusura entro fine settembre. Sono 27 i lavoratori del punto vendita di via Amendola che rischiano il posto di lavoro. Per questo, è stato organizzato un presidio per metà mese.

” Il punto vendita Grancasa di Paderno Dugnano non rientra nel piano di acquisizione annunciato da Risparmio Casa. Il marchio ha confermato ai primi di agosto l’assunzione di 320 lavoratori di 11 negozi sparsi nel Nord Italia da parte del gruppo Battistelli. Tra questi, c’è anche il punto vendita dei Grandi Magazzini Bossi alle porte di Saronno. Ma nella lista non rientra quello di Paderno, dove da metà agosto sono partiti gli sconti del 50% e gli svuota tutto per la chiusura del negozio che sarebbe confermata per la fine di settembre. Infatti, basta vedere gli scaffali per accorgersi che la merce è in via di smaltimento. 

“Crediamo che vada seriamente affrontato il problema per queste 27 famiglie sia da parte di Grancasa, sia da parte di Risparmio Casa, ma anche dalla politica sul territorio”, commenta Danilo D’Agostino della Filcams CGIL Milano. “Più volte abbiamo chiesto in commissione Lavoro di Regione Lombardia un intervento che facilitasse una soluzione. Considerata la lunga crisi aziendale per salvaguardare l’occupazione di questi lavoratori prevalentemente presenti in Lombardia”.

Da qui l’appello e la convocazione di un presidio per portare attenzione sul caso padernese. “Siamo infatti a chiedere a nome di tutti I lavoratori e delle lavoratrici del Grancasa di Paderno di trovare tutte le soluzioni insieme affinché ci sia una continuità e non licenziamenti”, conclude D’Agostino. Per questo motivo, i lavoratori

La partecipazione al Piano di Governo del Territorio

Finalmente arrivano le date per la partecipazione (prevista dalla legislazione) al Piano di governo del Territorio. Dal 4 settembre poi (perché non dal 18 data dell’ultima assemblea?) tutti avranno tempo fino al 4 ottobre per avanzare proposte e osservazioni al documento che l’Amministrazione comunale presenterà, pubblicamente, ai cittadini.

Ancora su Re3

Articolo di Ottorino Pagani:

Le tassonomie di “RE3”.

Nelle varie “Linee guida” prodotte da questa Amministrazione comunale per
impostare la nuova variante generale al Piano di Governo del Territorio (PGT)
si indica come principale azione strategica: “Rafforzare il sistema del
verde e delle connessioni ambientali strategiche”.

La variante urbanistica
denominata RE3, approvata dalla precedente Amministrazione, interessa le “aree
a servizi” costituenti il comparto P.E.E.P. 5 del Piano di Zona ex lege 167 in
via G. Dalla Chiesa. Tali aree furono espropriate dal Cimep in forza della
legge 865/71. Recentemente, a seguito della liquidazione del Cimep tali aree
sono state trasferite al patrimonio indisponibile del Comune con vincolo di
destinazione.

Nel “Piano dei Servizi”
del vigente PGT, pre variante RE3, tali aree vengono indicate come “VPE”, la cui “norma di attuazione” così
precisa: Spazi a verde della
rete ecologica (Vpe).  Le aree così
classificate contribuiscono alla formazione della rete ecologica locale in area
urbana. In tali aree dovranno essere incentivate nuove alberature, l’estensione delle aree verdi o la costruzione di siepi.
Nelle aree così classificate non  è
ammessa la realizzazione di nuovi edifici.”

Una considerazione: un’area VPE, che realizza gli standard qualitativi di
una zona, non può ricevere da atti di pianificazione urbanistica nuove
potenzialità edificatorie, altrimenti ogni nuova pianificazione risulterebbe
del tutto scollegata dalla precedente, potendo da questa prescindere, e di
volta in volta riguarderebbe, senza alcuna contestualizzazione storica, una
parte sempre più esigua del territorio comunale (cioè quella non ancora
occupata da immobili e manufatti) valutata ex novo.

Ma una VPE può perdere il vincolo di destinazione impresso all’area perché
scarsamente manutenuta o non attrezzata? L’effettiva funzione del …

Una piccola storia di provincia

“Telecom ha presentato il piano di dismissione delle Cabine telefoniche pubbliche che toccherà anche Paderno Dugnano, Saronno, Garbagnate. Ma anche i comuni del Saronnese come Uboldo, Cislago e Gerenzano. In alcuni casi già da qualche settimana sono comparsi gli adesivi sopra le cabine per annunciare la rimozione a partire da metà agosto.” Così annuncia “Il Notiziario.net”

Piano
decisamente più massiccio per Paderno Dugnano. Qui sono previste in rimozione
tutte le cabine telefoniche presenti sul territorio. Sono 5 quelli che Telecom
prevede di dismettere: in via Monte Sabotino, in via Cardinal Riboldi, in via
Corridori, in via Monte Santo e in via Marzabotto. Rimarranno i telefoni
pubblici lungo la Milano-Meda all’interno di un’area di servizio.”

Finisce, anche formalmente, l’epoca del telefono come “servizio pubblico”. Anche se questo addio è già stato realizzato da miliardi di persone attraverso l’uso del telefono privato e personale.

Eppure val la
pena ricordare come il “telefono”sia stato importante per lo sviluppo economico
e culturale di persone,imprese e paesi.Nella seconda metà dell’ottocento a
Paderno Dugnano c’è la prima “rivoluzione industriale”con l’arrivo dellle FNM,
del Canale Villoresi,delle due tranvie, dell’elettrifcazione e anche delle
prime linee teelfoniche.Prima per i servizi pubblici,le imprese, poi nei bar ed
infine anche nelle famiglie. Ma questo è storia nota.

Quello che voglio raccontare oggi è la bella storia della cabina telefonica, punto di “book crossing”, di Brugherio.

Anche lì Telecom aveva annunciato l’intenzione di smantellare entro il 20 agosto la postazione realizzata grazie a un progetto promosso dal brugherese Dario Mignosi. Così l’ex assessore alla Cultura della Giunta Troiano Laura Valli aveva avviato una petizione online a inizio agosto con l’obiettivo di raggiungere 15mila firme. Obiettivo …

Strage di alberi in via De Amicis..

In via De Amicis sono iniziati i lavori per un nuovo (?) parcheggio a lato del Centro sportivo Country. Non sappiamo se sono autorizzati perché non vi è alcun cartello autorizzatorio e neppure conosciamo il progetto di “riqualificazione “di quella via.

Allo stato possiamo solo documentare una strage compiuta di alberi, come ha comunicato il cittadino Mauro A. attraverso i social e con una mail ai partiti di maggioranza e al Sindaco.

Se invece si realizzerà un parcheggio permeabile e una nuova alberatura a protezione dei “capannoni padel” e a beneficio dei cittadini residenti e non, si vedrà.

Certo che la informazione e la partecipazione sembrano un optional per questi amministratori.…