PGT e “densificazione”

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Mentre langue la discussione sul blocco delle parti più contestate delle attuali Norme Tecniche di Attuazione e poco si sa della revisione del PGT, mi pare utile questo contributo di Ottorino Pagani sul concetto di densificazione che rischia di essere il nuovo totem per l’incremento del peso insediativo di cui non si sente alcun bisogno.

“Densificazione o Decentramento?

Nella figura sopra riportata è descritta la proposta dell’Arch. Massimo Roj e dell’Ing. Gianni Verga, presentata come un’ipotesi pilota di densificazione del quadrilatero Selinunte, nel quartiere San Siro, un complesso di edilizia popolare costruito tra il 1935 e il 1947. Attraverso tre fasi di intervento, a partire dal polo di piazzale Segesta – dove si trova la fermata della M5 – si propone di trasformare radicalmente l’aspetto del quadrilatero: non più una serie di edifici bassi disposti a “filare”, ma più nuclei ad alta densità disposti attorno ad aree verdi comuni.

Secondo l’ipotesi, in questo modo è possibile triplicare la superficie costruita, diminuendo allo stesso tempo del 16% la superficie coperta e decuplicando il verde fruibile. Un piano ambizioso, che dimostra la possibilità di far correre sullo stesso piano rigenerazione urbana, sociale e ambientale, lasciandosi alle spalle modelli insediativi ormai superati. (Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, 2 ottobre 2019).

Densificazione: sembra essere la nuova parola d’ordine per i PGT delle metropoli (a.e., vedi PGT “Milano 2030”) e delle città per uno sviluppo urbano nel rispetto del principio del recupero di suolo in alternativa allo scellerato consumo di suolo degli ultimi 50 anni. E si ritrova anche nelle “Linee guida per la redazione del nuovo strumento urbanistico – Revisione generale al P.G.T.” del Comune di Paderno Dugnano; precisamente: Il nuovo PGT dovrà anche tenere conto della densificazione nel rispetto del costruito esistente attraverso la ponderazione degli interventi proposti tra lequilibrio economico e limpatto ambientale, introducendo dei coefficienti che tengano in considerazione gli standard qualitativi del contesto in cui si interviene.

Di seguito alcune considerazioni per approfondire, dal mio punto di vista, la definizione di intenti dell’Amministrazione di Paderno Dugnano alla luce dell’ipotesi pilota per il quartiere di San Siro sopra descritta:

  • la superficie costruita, grazie all’espansione in verticale, viene triplicata; significa che anche la densità abitativa del luogo aumenterà in modo consistente, e potrebbe essere triplicata una densità già consistente e probabilmente già critica. A mio avviso, non si può densificare senza implementare e adeguare di conseguenza tutto il “contorno” per garantire ai cittadini (nuovi e vecchi) una “buona qualità della vita”.
  • quindi, diventa indispensabile articolare il significato di “buona qualità“, nel contesto delle transizioni strutturali in corso d’opera: dovremo prima analizzare come operare sugli “agenti” che migliorano la “qualità della vita” e poi valutare se possiamo densificare recuperando suolo. Quindi dobbiamo analizzare i “Servizi” (a.e., i trasporti pubblici, i presidi del Sistema sanitario pubblico, le strutture per il commercio, la gestione dei rifiuti e del verde) e i “sotto Servizi” (a.e.: le fognature, gli acquedotti, la rete di rilevamento della qualità dell’aria, le strade) necessari allo scopo, coniugandoli con i “requisiti di una buona qualità della vita”; a.e. i 10 (+1) criteri previsti dal “Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dell’Unione Europea”; riportati nel post “Idee per il PGT” pubblicato il 21 giugno 2021 su questo blog.
  • Poi bisogna evitare che la densificazione si trasformi in speculazione: bisogna gestire le trasformazioni e utilizzare gli oneri che ne derivano (evitando sconti…) per creare e manutenere questi servizi necessari per una buona qualità della vita”; cioè, da subito occorre valutare la sostenibilità finanziaria nel tempo di queste trasformazioni. Non ha senso triplicare gli abitanti di un quadrilatero se poi non ci saranno i soldi per manutenere il suolo recuperato e i “Servizi” e i “sotto Servizi” necessari. La sobrietà richiesta dalla transizione strutturale che investe tutti i territori di questo pianeta dovrebbe portarci a definire le “politiche gestionali migliori”, con un orizzonte lungo (2030-2050?) e precisi crono-programmi attuativi di questa rilevante voce di spesa dei bilanci Comunali.
  • E in attesa di risolvere il problema della “manomissione legislativa lombarda” (a.e, vedi leggi regionali, dalla 12/2005 alla 18/2019), perché è impensabile gestire i cambiamenti repentini che stiamo vivendo con strumenti inadeguati che dovranno essere riscritti;  la revisione del PGT di Paderno Dugnano dovrà dare priorità alla soluzione dei “servizi e sotto servizi necessari” per capire se, come, e dove si può fare una densificazione nel nostro territorio. E contemporaneamente, a mio avviso, nei “tavoli” istituzionali preposti (Comune-Area Omogenea Nord Milano-Città Metropolitana) si dovrebbe analizzare accuratamente la vera alternativa al consumo di suolo e alla densificazione: il decentramento di funzioni-attività-uffici-negozi alla luce delle esperienze maturate nei due anni della pandemia con: gli aspetti positivi dello “smart working”, l’esigenza di una corretta capienza dei trasporti pubblici, le lunghe e stancanti code per l’accesso ai centri commerciali, gli inadeguati presidi territoriali delle sanità pubblica, etc; superando una volta per tutte il “luogo comune dei milanesi”: decentrare = parcheggi per auto dei pendolari-quartieri dormitorio-vasche di laminazione dei fiumi nelle “Aree Omogenee” di cintura del “Ducato di Milano”. E in questo contesto acquisirebbero valore le aree dismesse che, con il loro costruito fatiscente, contribuiscono alla densificazione dei nostri territori.