
Oggi ricomincia il “percorso partecipato” per “un nuovo parco urbano” sulle vasche di laminazione. Come da programma sembra ormai esclusa la possibilità di ridiscutere un’opera che in molti ritengono obsoleta e sbagliata “ha costi di struttura esorbitanti, ingenti costi di gestione per manutenzione e pulizia delle vasche e aspetti di rischio sanitario, dovuti alla decantazione delle acque inquinate del Seveso e agli esiti della bonifica dell’area “ex-Snia”, ancora non ben definiti “.
La partecipazione è sempre un bene ma “vogliamo però segnalare una preoccupante anomalia / deriva nel metodo: il “Dibattito Pubblico” è un “atto dovuto” previsto dal Decreto Legislativo N. 50-2016 (Codice dei contratti pubblici) che deve riguardare l’opera pubblica e non una sua parte, cioè si deve discutere della sostanza dell’opera e non della coreografia di abbellimento della stessa.
“L’ emergenza climatica in corso e il suo impatto, nei prossimi anni, sulla gestione delle acque nel bacino del Seveso richiede, a nostro avviso un ripensamento generale sugli investimenti decisi venti anni fa in contesti ambientali completamente diversi e senza l’orizzonte di un vero Piano di Ripresa e Resilienza del nostro territorio; un ripensamento costruito con i cittadini.”