
Rispondendo all’appello dell’ANPI di Paderno Dugnano un gruppo di antifascisti si è ritrovato sabato alle ore 10,30 in piazza Matteotti per ricordare che oltre al 28 ottobre 1922, giorno della marcia su Roma, considerato “giorno della vergogna nazionale” il fascismo si è macchiato di tante altre nefandezze.
Nel “ventennio” che Giorgia Meloni si rifiuta di “considerare” ci furono il delitto Matteotti, le norme speciali contro partiti e sindacati, le leggi razziali del ’38, l’alleanza con Hitler, il disastro della guerra, la cancellazione di tutte le libertà personali e tante altre “cose buone” che fece Mussolini.
La Presidente del Consiglio si è quindi rifiutata di commentare il centenario del 28 ottobre. Forse perché non si vuole fare i conti con il fascismo e con l’antifascismo che è alle fondamenta della Resistenza e della Repubblica.
E forse perché c’è una drammatica continuità tra la fiamma tricolore di Fratelli d’Italia e quella del MSI del neofascista Giorgio Almirante.
Fu proprio Giorgio Almirante che volle nel simbolo del MSI la fiamma tricolore a memoria della fiamma del mausoleo di Mussolini. La stessa fiamma che arde nei cuori di Fratelli d’Italia e che Giorgia Meloni non vuole spegnere.