
Ricevo da Ottorino Pagani una sua precisazione:
“Di seguito una integrazione al commento di Renzo Trevisiol al post precedente (TARI 4): il valore indicato per la vendita dei materiali riciclabili e dei contributi Conai (350.000 €) sembra essere una “stima” basata su dati 2016; l’appalto in corso prevede: “è obbligo dell’Aggiudicataria… di fornire un rendiconto mensile circa l’ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei materiali riciclabili, con apposito tabulato in formato elettronico”.
Sulla scorta di questo tabulato sarebbe possibile produrre il dato annuale da inserire nel piano finanziario per il calcolo della TARI e per poter fare un confronto con i comuni più virtuosi nel riciclo dei rifiuti, ma io non ho trovato queste informazioni.
Ho trovato questi dati pubblicati da alcuni Comuni limitrofi (Meda, Nova e Seregno) e rapportando il numero di abitanti ai loro ricavi, pubblicati per l’anno 2019, ritrovo una cifra simile a quella ricavata con l’inferenza sullo studio della Bocconi: per Paderno D. dovrebbe essere circa 650.000€. anno per contributi e vendita materiali riciclabili; ma è in ogni caso un altra inferenza.
Inoltre, l’analisi dei piani finanziari per il calcolo della TARI dei Comuni sopra indicati evidenzia un minor costo pro capite per il sistema di gestione rifiuti rispetto al nostro Comune. E questo confronto ripropone il dubbio: a Paderno D. una TARI troppo cara? “