
Riportiamo la dichiarazione di Arturo Calminici dell’Associazione Amici del Parco Nord contro l’annuncio dell’inizio lavori della vasche di laminazione dentro il Parco Nord:
“Apprendiamo con sconcerto dall’Ente Parco Nord che il Comune di Milano aprirà il cantiere per la realizzazione della contestatissima vasca di laminazione in territorio del parco ALLA FINE DI LUGLIO.
Non sono serviti gli APPELLI ALLA RAGIONEVOLEZZA di cittadini e associazioni del territorio, che invocano da anni la rinuncia a realizzare un impianto devastante, che distruggerà 4 ettari di area regionale protetta e stoccherà ACQUE INQUINATISSIME E CON BUONA PROBABILITÀ CONTAMINATE DA DIVERSI PATOGENI TRA CUI IL COVID-19 (TRACCIATO NELLE ACQUE DI FOGNA, CHE RIEMPIRANNO LA VASCA) A 30 METRI DALLE ABITAZIONI DI PIÙ DI 2000 CITTADINI DI BRESSO.
Il Comitato Coordinamento Torrente Seveso, allibito dall’irresponsabilità di questa scelta avventata, tanto più in un periodo storico di emergenza sanitaria e in un territorio che porta ancora le ferite aperte di centinaia e centinaia di cittadini ricoverati per infezione da coronavirus e decine e decine di morti, RICORDA AL COMUNE DI MILANO E, IN PARTICOLARE, AL SINDACO SALA E ALL’ASSESSORE GRANELLI che:
• LA SALUTE NON È SOLO IL BENE PIÙ IMPORTANTE DI OGNI CITTADINO, MA È ANCHE UN DIRITTO INVIOLABILE, che non può essere messo a rischio per la fretta di realizzare un’opera per cui da anni viene chiesta una nuova valutazione di impatto ambientale che inglobi anche il tema salute (procedura di VIIAS – valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario)
• LA CORTE DI CASSAZIONE HA RICONOSCIUTO LA LEGITTIMITÀ DEGLI ABITANTI DELLA ZONA AD AVERE UN APPROFONDIMENTO SUL TEMA SALUTE CON NUOVO DIBATTIMENTO in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale DA PARTE DEL TRIBUNALE DELLE ACQUE
• durante periodi di grave emergenza sanitaria, come quello ancora in atto in Lombardia per l’epidemia da Covid-19, bisogna fermarsi a riflettere con molta maggiore cautela su tutti gli interventi che si intendono portare avanti – SOPRATTUTTO IN TEMA GESTIONE DELLE ACQUE, POSSIBILE VEICOLO DI CONTAMINAZIONE
• I RECENTI RAPPORTI N. 9 E 10 DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ IN TEMA EMERGENZA DA CORONAVIRUS RICORDANO CHE NELLE ACQUE REFLUE SONO PRESENTI TRACCE DEL VIRUS E CHE PER QUESTA RAGIONE LE ACQUE DELLA FOGNATURA NON DEVONO ENTRARE IN ALCUN MODO IN CONTATTO CON LA POPOLAZIONE PRIMA DI ESSERE TRATTATE IN MODO SPECIFICO NEI DEPURATORI
• la vasca nel Parco Nord stoccherebbe per giorni le acque di un fiume inquinatissimo, mischiate alle acque reflue delle fognature – con alta probabilità contaminate da diversi patogeni – esponendo la popolazione limitrofa a pericolose esalazioni e alla creazione di un ambiente acquitrinoso fortemente insalubre
• l’esperienza della vasca velodromo mostra chiaramente che le operazioni di pulizia di una vasca non riescono a eliminare gran parte dei fanghi di precipitazione delle acque di fogna. QUESTI FANGHI SONO CONTAMINATI E POTENZIALE VEICOLO DI COVID-19. QUALSIASI OPERAZIONE DI LAVAGGIO DELLA VASCA O DI RIMOZIONE DEI RESIDUI STESSI CREEREBBE PERICOLOSISSIMI AEROSOL CON RISCHIO DI TRASMISSIONE DELL’INFEZIONE
• L’ISS PRECISA CHE I FANGHI DI PRECIPITAZIONE DI ACQUE DI FOGNA NON POSSONO ESSERE RIMOSSI PRIMA DI ESSERE TRATTATI CON INTERVENTI CHIMICI E FISICI SPECIFICI, ATTI A INATTIVARNE LA CONTAMINAZIONE DA PARTE DI SARS-COV-2 E ALTRI PATOGENI e che devono essere poi asportati con modalità che NE IMPEDISCANO QUALSIASI DIPSERSIONE NELL’AMBIENTE – NESSUNA DI QUESTE DELICATISSIME OPERAZIONI È PREVISTA PER LA MANUTENZIONE DELLA VASCA
• non esiste un piano preciso di manutenzione, ma gli assessori promotori del progetto ricordano che l’impianto verrà lavato con i mezzi di pulizia delle strade: scelta non specialistica e rischiosissima per la produzione e diffusione in ambiente di polveri e aerosol
• la presenza di numerosi inquinanti in decantazione nella vasca produrrebbe UN EFFETTO “COCKTAIL” dai risvolti sconosciuti sulla salute della popolazione, con possibili effetti irritanti e proinfiammatori a livello delle vie aeree, con la creazione di condizioni di salute tali da facilitare la contrazione di infezioni respiratorie e la gravità del loro decorso
• RECENTISSIMI STUDI SCIENTIFICI ITALIANI E INTERNAZIONALI HANNO DIMOSTRATO LA CORRELAZIONE DIRETTA TRA LIVELLI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO DA PM 2.5 E PM 10 E, DA UN LATO, UNA MAGGIORE MORTALITÀ PER INFEZIONE DA COVID-19 NEGLI INDIVIDUI INFETTATI E, DALL’ALTRO, UNA MAGGIOR PERSISTENZA DEL CORONAVIRUS E DI ALTRI PATOGENI NELL’ARIA. L’apertura del cantiere della vasca con l’inizio dei lavori e il passaggio dei mezzi pesanti aumenterà fortemente i livelli di inquinamento da polveri sottili, esponendo la popolazione del territorio anche a questo ulteriore rischio
• DURANTE I DUE ANNI NECESSARI ALLA REALIZZAZIONE DELLA VASCA GLI INTERVENTI DI RIMANEGGIAMENTO DELL’ALVEO, LA SUA DEVIAZIONE IN CANALE ARTIFICIALE E IL PARZIALE ABBATTIMENTO DELLE SPONDE RICHIEDERANNO LA SECCA DEL FIUME, CHE DIVENTERÀ IN QUESTO MODO AMBIENTE ULTERIORMENTE INSALUBRE, NEI CUI FANGHI PROLIFERERANNO NUMEROSISSIMI PATOGENI – a ridosso di un quartiere densamente abitato
• DURANTE I DUE ANNI DEI LAVORI E FIN DALLE PROSSIME SETTIMANE, DOPO L’APERTURA DEL CANTIERE, INIZIERANNO INTERVENTI RISCHIOSI NELL’OTTICA DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS ANCORA IN ATTO: si lavorerà su un alveo rivestito da fanghi contaminati dai residui fecali con tracce di Covid-19, rimaneggiando il fondo e le sponde del fiume con sollevamento di polveri dei residui di precipitazione delle acque di fogna E CONSEGUENTE GRAVISSIMO RISCHIO DI DISPERSIONE NELL’AMBIENTE DI PARTICOLATO CONTAMINATO DA CORONAVIRUS E ALTRI PATOGENI
• un cantiere prevede anche la gestione delle sue acque derivanti dalle lavorazioni e la gestione dei suoi servizi igienici
• FIN DALL’INIZIO DEI LAVORI SI INTERVERRÀ SULLA RETE FOGNARIA DELL’AREA PER ELIMINARE INTERFERENZE E APPORTARE MODIFICHE. INTERVENIRE SU ACQUE REFLUE IN PERIODO DI EMERGENZA SANITARIA DA COVID-19, DI CUI È RILEVATA LA PRESENZA NELLE FECI E QUINDI NELLE FOGNATURE DI MILANO, APRE UN INACCETTABILE SCENARIO DI POSSIBILE DISPERSIONE IN AMBIENTE ED ESPOSIZIONE DEL QUARTIERE LIMITROFO AD ACQUE CONTAMINATE
Per tutte queste ragioni e
per evitare un vero e proprio DISASTRO AMBIENTALE con l’annientamento di
un’ecosistema di 4 ettari, il Comitato Coordinamento Torrente Seveso CHIEDE
UFFICIALMENTE CHE LA VASCA NEL PARCO NORD NON VENGA REALIZZATA E CHE SI BLOCCHI
L’APERTURA DEL CANTIERE IN TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA DEGLI ABITANTI DEL
TERRITORIO.
SARÀ PREMURA DEL COORDINAMENTO STESSO ALLERTARE GLI ORGANI SANITARI DI
COMPETENZA IN MERITO AI GRAVI RISCHI LEGATI AI LAVORI PER LA VASCA.