
L’immagine del “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo non è retorica ma per rammentare che il 1°Maggio non è la Festa del Lavoro; di un lavoro indistinto, generico, astratto ma è nata come la Festa dei Lavoratori.
Festa di uomini e donne concrete, vive che rivendicavano e rivendicano una loro dignità contro lo sfruttamento e l’oppressione di chi questa dignità non voleva riconoscerla. E che oggi continua a svalutare. Basta ascoltare le parole del presidente di Confindustria Bonomi per capire quanto questa Festa dei Lavoratori sia ancora necessaria.
“I lavoratori del ‘900 nel giorno del Primo Maggio sfilavano nelle città d’Italia pieni di orgoglio e signorilità; erano i costruttori, gli edificatori della Nazione, dai bordi delle strade il popolo li applaudiva, giovani donne gettavano loro garofani rossi. Avevano persino dei giornali tutti per loro, i giornali dei lavoratori, da non credere. ” (M.Maggiani)
Oggi come dice Landini: “al centro si metta il lavoro e la pace. La gente non arriva a fine mese e Confindustria continua a chiedere fondi senza condizioni. Per noi la priorità è alzare i salari e combattere la precarietà attraverso un contratto unico di ingresso basato sulla formazione. Che è la stessa chiave per cambiare cultura e fermare la strage sul lavoro. La riforma delle pensioni dovrà essere in legge di bilancio”.