E adesso?


Una buona occasione per cambiare il governo del leghista Fontana è stata persa. Dopo la vittoria della destra ognuno rifletterà sulle resposabilità di questa sconfitta della “coalizione progressita”.

Ma che riflesso avranno queste elezioni regionali sulla nostra città? Io temo che ci saranno effetti molto negativi. Troppe le manovre in corso.

Il sindaco ha lasciato il PD e sembra veleggiare verso un centrismo “cattolico” d’altri tempi. La lista civica di Ghioni si è divisa tra il sostegno a Fratelli d’Italia, gonfiata dall’opportunismo di Alparone, la Moratti e Forza Italia. La “galassia Giuranna” (IxC) non si è espressa. Lega e FI sono state sotto tono. La lista di DiMaio attende segnali per muoversi verso la destra padernese mentre il PD cerca forse una nuova rotta, dopo il congresso. L’Alleanza Verdi-Sinistra non basta.

Non sembra esserci, o non si vede, la volontà di un confronto sulle cose da fare e da cambiare, ma solo posizionamenti in cerca di una propria personale utilità. Se fosse così significa che è alle viste, per le prossime elezioni comunali del 2024, una coltre scura di centrismo “finto cattolico”, di destrismo opportunista, di “dimaismo” all’eccesso. E’ lo sgretolarsi dei partiti “storici” e lo sfrangiarsi in innumerevoli liste locali, non civiche ma personalistiche, ondivaghe, opportuniste. Tutte pronte (o prone) a schierarsi con chi vince. Certo per governare: “perché solo dal governo si cambiano le cose”. E’ un ritornello già sentito troppe volte. Si governa e poi non si cambia.

Servirebbe uno scatto d’orgoglio di chi ancora crede che la “Politica” non sia la ricerca di una sequenza di poltrone personali. Ma un’impegno civico per prendersi cura della propria città (traffico, inquinamento, occupazione di suolo, riduzione del verde), delle sofferenze dei cittadini più deboli (disoccupazione, diseguaglianze, assistenza, caro affitti) e soprattutto di un ambiente cittadino più accogliente.

Servirebbe uno scatto anche per uscire dalle proprie “confort-zone” ideologiche, partitiche o settarie, senza la paura di una vera contaminazione tra i progressisti tutti.

C’è un campo vasto (e confuso) di progressisti sparso tra i molti cittadini attivi nel volontariato e nelle diverse associazioni locali e anche nei partiti tutti dell’area progressista che dovrebbe ragionare sulla propria esistenza e utilità. Almeno tentare un approccio innovativo e costituente in un Forum cittadino, senza reti di protezione. Diversamente -se tutto resterà così come è adesso- temo che avanzerà un centrismo, fatto di liste civiche e di “terzo polo”, che si alleerà con la destra padernese di FDI, Lega e FI per distruggere le eccellenze questo paese.

Paderno Dugnano se vuole avere un futuro di città moderna, verde, accogliente e dinamica non può guardare all’indietro e tornare al centrismo reazionario, becero e opportunista.