Due atti appena pubblicati sul sito del Comune suscitano qualche perplessità che mi permetto di evidenziare non tanto per criticare quanto per adiuvare il governo locale e l’opposizione. La delibera della Giunta comunale (n.28 del 9.2.2017) ridefinisce l’organigramma apicale dell’Ente locale confermando un numero di sei settori con la comparsa di un Settore dalla denominazione e funzione che lascia qualche interrogativo: ”Avvocatura civica-Pianificazione del territorio”. Da un lato si conferma una struttura dirigenziale ormai obsoleta e troppo ampia. E’ la stesa da 15 anni e forse è il caso di ripensare anche alla riduzione del numero dei dirigenti e a un rafforzamento invece del numero e della struttura tecnica portante (Capiservizio e Posizioni Organizzative). Dall’altro non si capisce perché si uniscano due servizi: quello dell’avvocatura civica e quello della Pianificazione territoriale. Al di là delle motivazione la decisione sembra dettata più da scelte preordinate che da esigenze strutturali ed organizzative.
Poco credibili appaiono le affermazioni generiche dell’atto:
“ Nello specifico in questi ultimi anni si è evidenziata una sempre maggiore collaborazione fra il settore Pianificazione del Territorio e l’Avvocatura Civica in virtù della complessità dei temi rientranti nell’ambito di competenza dell’area urbanistico-edilizia che suggerisce una nuova modalità organizzativa scaturente dall’unione, sotto un’unica direzione, delle predette unità organizzative, oggi di dimensioni e allocazioni differenti, da osservare e sperimentare ai fini della verifica della adeguatezza della scelta oggi operata per un eventuale futuro consolidamento a regime”
Ma non solo anche se
“l’art. 1, comma 221 della legge 28.12.2015, n. 208 (la legge di stabilità 2016) consente di integrare nel medesimo incarico dirigenziale anche l’Avvocatura Civica, facendo venire meno per quest’ultima i vincoli di esclusività” ; è davvero opportuno avvalersi di questa norma?
E’ veramente infondata e superabile la preoccupazione di possibili conflitti di interesse tra l’esclusività e l’indipendenza della funzione dell’avvocatura civica, e la direzione di un settore così importante come quello che deve monitorare il territorio comunale? L’avvocatura civica non è chiamata a dare opinioni e parerei sui conflitti legali dei settori e quindi anche per quelli legati all’attività edilizia e alla pianificazione urbana? Se a ciò aggiungiamo che l’apertura di un bando, con delibera di G.C. n.30 del 9.2.2017, sembra individuare una sola la tipologia di competenza non si può non sottolineare una scelta bizzarra e quanto meno imprudente. E’ stato aperto un bando di mobilità per la dirigenza ai sensi dell’art.110, con un contratto a tempo determinato che permette maggiore flessibilità: bene. Ma perché il requisito richiesto è unicamente la laurea in Giurisprudenza e viene esclusa la laurea in architettura e pianificazione territoriale? Sembrerebbe un controsenso.