
Il 31 gennaio la Giunta comunale ha approvato l’aggiornamento del Piano di Prevenzione della corruzione del Comune di Paderno Dugnano per il triennio 2019-2021. E’ un buon inizio. Diamo anche atto che, ovviamente, il Piano è stato redatto in maniera conforme alle indicazioni dell’ANAC e che fortunatamente Paderno Dugnano si può avvalere in questo Piano anche di strumenti di verifica e di controllo (PEG, DUP, Sistema di Gestione della Qualità, Piano Performance e PDO) che permettono al Piano stesso di essere coerente con le finalità indicate e stringente sull’efficacia. Nel documento si dice che:
“Il presente documento (P.T.P.C. 2019-2021) costituisce il quinto aggiornamento annuale del P.T.P.C. comunale che include la disciplina in materia di trasparenza e integrità, e si collega alla programmazione strategica e operativa dell’Ente, integrandosi con il ciclo della performance, attraverso la previsione nel PEG 2019-2021 degli obiettivi per la realizzazione delle azioni e delle misure di contrasto e di prevenzione della corruzione.
Possiamo senz’altro affermare che è un buon piano sia per come è stato concepito che per gli strumenti e gli obiettivi strutturali che si è dato. Buona anche l’attenzione alla cultura della legalità (il Piano diritto allo studio) e buona anche la parte sulla Trasparenza. Tutto questo è un bene che dobbiamo riconoscere. Mi permetto però di aggiungere alcune domande e qualche riflessione:
1.Come è davvero vissuto questo Piano di prevenzione della corruzione dall’intero apparato comunale? Dai dirigenti e dai Responsabili Unici del Procedimento è visto come un puro adempimento o si è compreso che è uno strumento che deve essere condiviso pienamente per essere efficace e per tutelare la correttezza e l’integrità professionale dei dipendenti stessi?
2. La Formazione anticorruzzione – che pure si fa ed è obbligatoria- può essere solo quella fornita dai formatori commerciali o non sarebbe utile anche un confronto con le esperienze avanzate di altri Comuni italiani? E viene fatta su white e black list e predittive? Vi è una formazione sulla capacità di leggere i flussi di lavoro diretto e in subappalto? E l’analisi della concorrenza? Si è fatta una verifica degli affidamenti diretti degli ultimi 3/5 anni? E un resoconto delle attività di whistleblowing, se ve ne sono state?
3. L’esperienza di altri Comuni più in prima linea o già “scottati” da questi fenomeni non può essere una modalità formativa più concreta? A che cosa è servito l’adesione ad AVVISO PUBBLICO in tema di miglioramento dei processi, dei sistemi di prevenzione e di controllo oltre gli adempimenti pur cosi precisamente descritti?
4.Quali altri strumenti e scelte concrete l’Amministrazione Comunale può e deve metter in campo per prevenire i rischi di corruzione? Riduzioni degli affidamenti diretti? Commissioni di gare con esperti esterni? Rotazione di dirigenti forse troppo a lungo fermi in posizioni delicate?
In una sua parte la stessa relazione afferma che : “Il Comune di Paderno Dugnano comprende e condivide la logica, coerente con l’opportunità di evitare la concentrazione di funzioni comunali strategiche per troppo tempo in un numero limitato e invariato di soggetti con il rischio della costituzione di “centri di potere” in grado di condizionare, anche arbitrariamente, l’operato comunale, tuttavia la dimensione organizzativa del Comune, ulteriormente ridimensionata a seguito della riorganizzazione decisa nell’anno 2017, non consente di attuare il principio di rotazione né per le figure dirigenziali (attualmente previste in numero di 5, di cui coperte 4) né per le posizioni organizzative (attualmente previste in numero di 14, di cui coperte 12) se non a scapito delle professionalità e competenze che nel tempo si sono specializzate e, quindi, del buon andamento e della continuità dell’azione amministrativa. …La dimensione organizzativa di cui si è detto nonché la specializzazione professionale della maggior parte delle figure dirigenziali e delle posizioni organizzative sono condizioni che non consentono di regolare in via di principio la rotazione del personale dipendente.”
Non ne siamo convinti appieno. Se questo certamente può valere per qualche dirigente (non per tutti) certamente non vale per i responsabili dei servizi o i RUP. Sono convinto che qualcosa si può fare anche in questa direzione.
5.Infine non sarebbe (stato) utile che il Piano fosse stato presentato anche in Commissione Legalità per favorirne una più approfondita conoscenza e per essere sottoposto anche a domande di consiglieri comunali che sono meno preoccupati della correttezza (che ci deve essere) dell’adempimento e forse di più della sostanza , delle modalità e dei rischi di “corruzione”?