
Costruire una comunità educativa
Nel Consiglio Comunale del 24 settembre 2026 abbiamo approvato la proposta dell’Giunta comunale del nuovo Piano per il diritto allo Studio finalizzato ad “assicurare alle persone l’accesso a tutti i gradi dell’istruzione e della formazione e alle pari opportunità formative, nonché il sostegno per il successo scolastico e formativo nonchè tutelare il valore dell’identità e del pluralismo culturale, linguistico e religioso”. Condividiamo l’idea di costruire una Comunità educativa che promuova azioni di integrazione sociale e lavorativa dei cittadini di origine straniera. Abbiamo sottolineato alcune questioni rilevanti:
Il Piano per il diritto allo studio 2026-2027 è un atto programmatorio che pianifica i servizi, gli interventi e le risorse. Non è solo un atto previsto dalla legge regionale n.19 del 2007.Così deve essere e così è da ormai tanti decenni.E’ una buona tradizione e una buona prassi amministrativa del Comune di Paderno Dugnano; molto prima del 2007, almeno dagli anni 80.E’ suddiviso in due parti: la prima elenca gli interventi pubblici(trasporti ,mensa, assistenza educativa scolastica..).La seconda è il catalogo sterminato dei progetti integrativi offerti alle scuole da parte delle associazioni di volontariato (sportivo, culturale, sociale).
Dobbiamo però constatare che manca ad oggi un aiuto adeguato alla Scuola Pubblica . Molti governi l’hanno trascurata.Non servono decreti sul numero degli immigrati ammissibili per aula o sul velo.Per fortuna che c’è un Presidente della Repubblica che anche su questo impedisce ai governi di uscire dai binari della Costituzione e della democrazia italiana.Quello che davvero serve sono RISORSE adeguate alle esigenze dell’educazione, dell’istruzione e della formazione. Soprattutto quelle per il servizio pubblico che è obbligatorio e gratuito!
Per fortuna, come racconta bene il sommario del PdS, ’è una ricchezza associativa in gran parte Volontaria che integra e da qualità all’attuale Piano Offerta Formativa delle nostre scuole. Io apprezzo e sono sempre sorpreso dalle capacità di questo Volontariato ma vorrei sottolineare un pericolo che non dobbiamo correre.
Stiamo attenti all’ideologia del Volontariato che scambia una ricchezza della società civile (che non può che essere integrativa) con l’ideologia della surroga o del ripiegamento degli obbighi pubblici e dello Stato. Non possiamo pensare che quando dovesse finire la forza del Volontariato dovrà esaurirsi anche la qualità dei servizi. Qualche rischio lo stiamo già vedendo nella difficoltà di gestire le aperture di alcuni parchi pubblici cittadini.
Il PdS giustamente si arricchisce e si evolve.Quest’anno, oltre ad uno spazio per le attività sportive confermate ci sono anche tre importanti NUOVI progetti. Quelli che il Piano chiama Idee in Movimento. Voglio ricordarne almeno uno, di particolare significato proprio ai fini dell’aiuto e all’integrazione e di contrasto alla dispersione scolastica
Certo questa Dispersione scolastica manifesta un particolare significato per i giovani immigrati detti NAI (Neo Arrivati Italia) per i quali non ci sono risorse pubbliche. Questi figli di immigrati non possiamo trascurali.Primo perchè noi abbiamo bisogno dei loro padri. Che vengano dal SUD o dalle altre latitudini del mondo. Ne abbiamo bisogno per la natalità, per le pensioni, per le tasse, per garantire la sopravvivenza di interi settori dell’economia; Agricoltura, Turismo, Assistenza domicilare, Sanitaria. Hanno bisogno di immigrati non gli “impiegati fighetti dello ZTL di Milano” ma i contadini di tutte le province padane per mungere le mucche e raccogliere l’uva.Così poi si fanno le eccellenze italiane del formaggio e del vino.
Certo serve una immigrazione controllata e regolata. Che faccia arrivare una immigrazione anche di qualità e servono politiche vere di integrazione con le nostre abitudini e culture MA senza alcuna esclusione di sesso, razza o religione. Cambiare la Bossi-Fini. Vanno bene i giocatori neri e anche le modelle nere ma i bambini neri nelle scuole: quelli no?
Quindi immigrazione si ma programmata, controllata di qualità.Poi politiche sociali e pubbliche di integrazione vera. Una integrazione riguarda tutti non solo l’altro.Ma anche noi e la nostra cultura.Se vogliamo essere seri e stare al passo con l’evolversi delle società moderne. Quindi pensiamo ai nuovi arrivati certamente ma anche a una qualità dei servizi e della scuola che risponda a tutti i ragazzi;
A questo proposito ricordo il progetto innovativo della Scuola Popolare promosso dall’Associazione “Non uno di meno”che punta a contrastare la povertà educativa e a prevenire la dispersione scolastica. L’Associazione Nonunodi meno, fondata da Giansandro Barzaghi,docente di diritto privato e con esperienze di Assessore all’Istruzione della città Metropolitana,che ha aperto una sezione anche a Paderno Dugnano;
Grazie ad una Convenzione triennale con le scuole e a un Patto di responsbilità educativa con le famiglie offre “un supporto didattico per favorire l’apprendimento della lingua italiana in giovani stranieri in età dell’obbligo, recentemente giunti in Italia (NAI Neo Arrivati Italia) nella prospettiva del loro inserimento nel tessuto sociso-culturale di accoglienza.
Grazie alla disponibilità di una decinadi volontari (ex insegnati,presidi,..)nell’anno scolastico 2025-2026 ha supportato, in attività di piccoli gruppi, 25 studenti NAI in collaborazione e all’interno della SMS Gramsci
Per l’anno scolastico 2026-2027 si prevedono:
-un corso al mattino per i NAI presso la SMS Gramsci;
-un corso pomeridiano di Recupero e Ri-motivazione aperto a tutti per contrastasre la dispersione scolastica per i ragazzi che desiderano un supporto nelle singole materie presso la Scuola Curiel del Villaggio Ambrosiano.