Salvini e i fascisti

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L’esibizione di Salvini sul palco di Palazzolo Milanese (domenica 28) non è sfuggita al compito di trasmettere volgarità istituzionale e politica.

La foto, scattata dal quotidiano La Repubblica, accosta l’aquila nazista tatuata sul corpo di un militante di destra felicemente accanto al Ministro dell’Interno.

In questi giorno sono stati troppi i segnali di indifferenza o meglio di connivenza tra il leader della Lega e la destra fascista italiana.

La polemica sul 25 aprile (definito un derby), lo sfregio dei simboli partigiani per le vie milanesi, lo stupro di militanti di Casa Pound di Viterbo ai danni di una donna picchiata selvaggiamente, il corteo di militanti di destra per Ramelli nelle strade di Milano e il vergognoso servizio di Rai 3 dell’Emilia Romagna su Predappio.

In tutti questi casi il Ministro della Paura non ha fatto un commento appropriato da uomo di Stato e delle Istituzioni, quale dovrebbe essere.

Anzi sui questi fatti staglia plasticamente quella foto volgare, politicamente ed  esteticamente di un Salvini che non fa una piega.Tutto ingurgita perché tutto fa brodo (di cultura neofascista).

Solo il quotidiano La Repubblica ha denunciato quella immagine, insieme a Giulio Cavalli che ha invocato lo stato di diritto democratico su fanpage.it. Siamo ancora in tempo.