
Ci sono molti modi per vivere in una comunità. Uno è quello del rispetto per la bellezza del proprio territorio. Per questo è incomprensibile l’indifferenza verso un luogo pubblico, trascurato da anni dalle Amministrazioni comunali.
Parlo della piazza Addolorata e questo post vuol essere-al contempo- un omaggio a Giuseppe Botto Rossa e al suo lavoro al servizio della comunità padernese. Il suo progetto di riqualificazione della piazza Addolorata, che l’Amministrazione Comunale del 1997 aveva scelto e appaltato per circa 320 milioni, era in realtà frutto di un concorso del 1987.
Il progetto veniva presentato così sulla “Calderina” del febbraio 1997: ”La pavimentazione della zona centrale (a forma circolare), delle fasce laterali e delle zone soggette a transito obbligato verso il vicolo Borghetto sarà realizzata in cubetti di porfido. La pavimentazione della restante parte della piazza, la fascia perimetrale e gli accessi saranno invece in lastre di granito. L’illuminazione sarà garantita da cinque lampioni di ghisa e l’opera sarà completata dalla piantumazione di sei alberi”.
Cosi fu realizzata l’opera e la piazza “nuova” venne inaugurata il 7 marzo 1998. Rilevante anche la scelta progettuale di continuare lo stesso disegno d’arredo lungo la via Vicolo Borghetto come invito all’accesso al parco pubblico ex Guzzetti. Oggi, a 23 anni di distanza, si stenta a riconoscere i tratti di quel disegno tanto è stata trascurata dall’incuria delle amministrazioni di centrodestra e soffocata dal parcheggio selvaggio, più che tollerato da qualche stupido amministratore pubblico.
La piazza è il nucleo attorno al quale è nata la comunità di Palazzolo Milanese: in quell’incrocio tra la strada più vecchia, la Comasinella, e l’asse est-ovest che compare già nel catasto teresiano del 1721. Io credo che si debba riportare piazza Addolorata al suo progetto e alla sua bellezza originaria. Certo bisognerà fare delle scelte. Alcune semplici ed altre forse più costose, anche sul piano del consenso spicciolo. Per questo sottoponiamo all’attenzione dell’Amministrazione comunale la necessità di alcuni interventi non più rinviabili. Vediamoli di seguito:
1.Eliminare il parcheggio da tutta la piazza e riportarla alla sua dimensione di arredo urbano di qualità e alla sua funzione di transito solo pedonale;
2.Riposizionare le panchine, oggi spostate ad uso e consumo di un bar, a corona e in funzione della sosta delle persone nella piazza;
3.Ripiantumare i due alberi mancanti, ormai da anni, e sostituire quelli ammalorati;
4. Ridipingere/sostituire i cinque lampioni originali perchè quelli esistenti risultano scoloriti e consumati (dalle intemperie?)
Solo così sarà possibile ridare qualità urbana ad un luogo originario dell’intera comunità palazzolese che solo l’incuria, l’indifferenza e l’ignoranza di tanti hanno permesso che ritornasse ad essere un parcheggio selvaggio di auto.