“All’armi son fascisti”

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Fa una certa impressione leggere di quanto accaduto a Charlottesville, nel sud degli Stati Uniti. Al di là dei fatti di cronaca è la recrudescenza dei razzisti o meglio dei suprematisti bianchi inneggianti al nazismo e al Ku Klux Klan che spaventa. Sembra impossibile che nell’America del 2017, e dopo otto anni di governo democratico di Barack Obama,  sia possibile un tale risveglio dell’odio razziale. Eppure i più accorti analisti in questi anni non hanno smesso di denunciare, anche con ricerche documentate, la pericolosità dell’estrema destra razzista, suprematista e nazista e i suoi legami (organici) con i tea party e la destra del Partito Repubblicano. Con Trump la pericolosa miscela di nazionalismo e populismo non poteva che ridare spazio, ruolo e pericolosità sociale alle forze apertamente fasciste e naziste. E qui da noi? La situazione non è meno pericolosa.

Anche in Italia c’è chi non ha smesso di denunciare la persistenza fascista con studi approfonditi ma spesso ignorati . Ricordo il lavoro benemerito di Saverio Ferrari con il suo l’Osservatorio sulle nuove destre e l’ultimo numero del settimanale l’Espresso (“Nazitalia”) dal quale apprendiamo che presenze e sedi della destra estrema sono attive molto vicino a noi.

E’ da poco passato il 10 agosto con la manifestazione antifascista di piazzale Loreto alla quale ha partecipato anche una delegazione padernese con alla testa l’ANPI. Una cerimonia rituale? Inutile? Non direi perché i fenomeni di recrudescenza razzista, fascista e nazista non vanno sottovalutati mai. Dalla mancata denuncia dell’apologia di fascismo per i fatti del Cimitero Maggiore, all’aggressione al sindaco Sala da parte di Casa Pound, dalla nomina di un assessore neonazista di Lealtà e Azione nella giunta di Monza fino alle dichiarazioni di Stefano Buzzi, assessore nella giunta a guida leghista della città di Lodi, che afferma candidamente che”commemorare i martiri del fascismo è ancronistico”. È un crescendo di pericolosità politica che bisogna arrestare ricordando le basi costituzionali della nostra Repubblica e le leggi esistenti contro l’apologia e la ricostituzione del partito fascista.

Ecco se c’è un insegnamento del significato delle parole fasciste, prima che diventino azioni , questo ci dice che, oltre alla vigilanza democratica, bisogna combattere ogni forma di populismo, nazionalismo e razzismo perché queste teorie malsane finiscono tutte per sfociare in forme aperte di fascismo e nazismo.

Il populismo infatti è un’ideologia per movimenti politici di svariato tipo (di destra come di sinistra) che guadagna consensi nei momenti di crisi della fiducia nella “classe politica”. I populismi hanno in comune alcuni elementi di retorica contro le oligarchie politiche ed economiche ed esaltano le virtù naturali del popolo che le trasmette direttamente, senza mediazione democratica di partiti e istituzioni elettive, al leader che le esalta a suo uso e consumo. Perciò stesso diventa pericolosa, come ideologia fuori dal controllo democratico.

Spesso si accoppia all’altra variante politica del nazionalismo come tendenza prima (legittima) alla formazione di uno stato e poi al rafforzamento imperiale di uno stato contro un’altro, identificato nel nemico da abbattere.

E’ evidente che queste due componenti (populismo e nazionalismo) unite al razzismo nelle sue diverse forme (noi più forti di loro, noi più bistrattati di loro, noi più bianchi di loro, noi più civili di loro…) diventano una miscela esplosiva e incontrollabile che tanti danni ha già provocato in Europa con la prima e la seconda guerra mondiale. Per questo bisogna stare attenti alle parole degli altri ma anche alle proprie. Se vogliamo continuare a restare umani.