
Articolo di Ottorino Pagani:
“Il teatrino mediatico che riempie la nostra quotidianità tende a inglobare la “politica” in discussioni artificiali e “spettacoli” che riempiono ogni tanto le piazze, ma lasciano, ad ogni
elezione,
le urne elettorali sempre più vuote. Mi riferisco alle manifestazioni
documentate dai vari media in concomitanza con le recenti elezioni
amministrative che hanno visto un’ affluenza molto bassa, circa 53% al primo
turno e 44% al ballottaggio.
Da
un lato, grazie al contributo dei grandi mezzi di comunicazione, la “politica” sembra
mobilitare le piazze e le masse, d’altro lato influenza sempre meno,
concretamente e formalmente, lo sviluppo di un “benessere” e di una società più
equa. La propaganda mediatica, con una eccessiva semplificazione dei problemi e
il ricorso a espedienti retorici che si rivolgono alla pancia più che alla
testa, coltiva un’indifferenza sempre più diffusa, anche tra i pochi “praticanti”,
che allontana la gente dalla partecipazione alla vita comunitaria e a qualunque
acquisizione di responsabilità sociale, compreso l’esercizio del diritto di
voto.
Se
prendiamo atto che in Italia si registra la più elevata concentrazione della
proprietà dei mass media, che il cittadino medio trascorre davanti alla
televisione più ore e
legge meno libri di tutti i suoi pari europei, diventa difficile immaginare
come possiamo invertire questa tendenza che sta costruendo un solco
preoccupante tra cittadini e democrazia.
Anche
la “politica” locale non fa niente per “curare” la partecipazione dei
cittadini: non votare alle elezioni comunali significa semplicemente essere
disinteressati non rispetto ai grandi programmi nazionali distanti dalla nostra
quotidianità, ma anche al piano urbanistico del luogo in cui si vive, al
trasporto pubblico che consente di andare …



