
Ricevo da Ottorino Pagani la seguente riflessione su “Energia e mercato tutelato”:
“Con la crisi mondiale provocata dai “subprime americani”, nel 2009, la “libertà dei mercati” è stata messa in discussione, e la crisi provocata dalla pandemia, che stiamo ancora vivendo, ci ha fatto riscoprire il valore dello Stato e dell’Europa; ribaltando, dopo alcuni decenni, il tavolo della dialettica “pubblico-privato” a favore del “pubblico”.
In questo contesto, mentre ci si lamenta sulla lentezza dei
“ristori ai privati, si sta ancora discutendo se prorogare o no, dal 1 /1/2022
al 1/1/2024, la fine del “mercato tutelato” per le bollette di luce e gas di
circa 16 milioni di famiglie.
La liberalizzazione forzata nasce nel 2017 con il “Governo Renzi”
“in favore del monopolista Enel”, come spiegò l’allora presidente della
Commissione industria del Senato Massimo Mucchetti.
Nel passaggio dalla “tutela” al “libero mercato” le bollette
dovrebbero aumentare del 20% circa, e ad un anno dal possibile obbligo non ci
sono ancora regole chiare per la partecipazione al mercato dell’energia, con
oltre 700 operatori coinvolti, e dove Enel detiene il 36% dei volumi
dell’intero mercato elettrico.
Le condizioni storiche attuali, pandemia-settori economici
bloccati-crisi climatica, impongono che non ci si possa più nascondere dietro
lo slogan che “il lavoro dipende dal mercato e dal mercato viene regolato”, e
richiedono che questi “mercati” siano sempre più regolati e riprogettati dallo
Stato e dalle sue Istituzioni.
Considerando che il “mercato dell’energia” sarà oltremodo
influenzato nei prossimi anni dai grandi investimenti per il “Green new deal”
del finanziamento europeo “Next generation EU”, non è il caso di smetterla di
discutere di proroghe e di bloccare definitivamente la …







