
Giorgio Galli è morto ieri, all’età di 92 anni. E’ stato per trenta anni docente alla Statale di Milano dove aveva insegnato Storia delle Dottrine Politiche.
Collaboratore di Panorama, Linus e altre testate giornalistiche fu per cinque anni anche direttore della casa editrice Il Mulino. Rispettato studioso si è dedicato alle vicende politiche fino all’ultimo istante. Di qualche giorno fa la sua ultima intervista ad “Affaritaliani.it” dove criticava l’atteggiamento irresponsabile di Renzi, nel minacciare una crisi di governo in piena pandemia. Lucido concludeva “spero che l’avvicinamento tra Pd, Leu e M5S approdi presto ad un’intesa ben strutturata come avvenne agli inizi degli anni ’60 con il primo governo Fanfani, quello delle grandi riforme di struttura di cui fu protagonista Riccardo Lombardi che anelava ad una società più ricca perchè diversamente ricca”.
Divenne noto al grande pubblico per il suo libro sul “Bipartitismo imperfetto” del 1966 quando analizzò il blocco della politica italiana priva di un alternativa perché stretta tra Dc e PCI . Ma Galli fu soprattutto un attento studioso dei fenomeni politici italiani ed europei. Con i suoi studi ha proposto analisi importanti sulla sinistra nel dopo guerra. Tra le sue produzioni, si annoverano importanti studi sul nazismo, sul totalitarismo e sulle influenze esoteriche nella politica nazista. Per continuare le sue ricerche aveva fondato nel 2017 l’Istituto di studi politici..
Autore di tantissimi libri, alcuni pionieristici come “Storia del
Partito comunista italiano” (1953); “La sinistra italiana nel dopoguerra” (1958);
“La sinistra democristiana. Storia e ideologia” ( 1962); “Il difficile governo.
Un’analisi del sistema partitico italiano, Bologna” (1972); “La crisi italiana
e la destra internazionale” (1974); “Dal bipartitismo imperfetto alla …






