Categoria: Notizie

Home Notizie
Articolo

Chiuse per 8 mesi le piste ciclabili sul Villoresi?

“Città Metropolitana decide lo stop per interventi di sicurezza. Chiuse al transito ciclo pedonale le alzaie del canale principale Villoresi, vale a dire le ciclovie lungo il Villoresi, il Naviglio Martesana e il Naviglio Pavese che attraversano 24 Comuni, da Arconate a Paderno Dugnano, a Lainate, fino a Cassano D’Adda. L’avviso arriva da Città Metropolitana di Milano che ha ingestione le alzaie. Sono previsti a lotti otto mesi di cantieri, da qui a fine luglio, per consentire su tutta la tratta “in condizioni di sicurezza sia per gli operatori sia per gli utenti” l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria alle pavimentazioni. Interventi realizzati in “tempi troppo lunghi”, lamentano sui social i cittadini, in particolare quelli che utilizzano la bicicletta non più solo come strumento di svago ma come mezzo di trasporto. .

Ad aggiudicarsi l’appalto è stata l’impresa Ronzoni s.r.l. che dovrà provvedere ad installare anche la necessaria segnaletica temporanea di cantiere e regolamentare la circolazione dei velocipedi, dei pedoni e dei veicoli autorizzati attraverso limitazioni, restringimenti, deviazioni o chiusure temporanee lungo le ciclovie.

La domanda è: ma 8 mesi non sono troppi? Esistono buone ragioni ambientali e di salute per ridurre drasticamente i tempi dei cantieri di opere pubbliche; a partire dalla alzaia del Villoresi. In tempi così difficili anche le imprese debbono capire che bisogna cambiare nella gestione delle opere pubbliche.

Cosa può fare l’Amministrazione comunale? Non solo stare a guardare..…

Articolo

Ancora sulla TARI

A commento del post di sabato di Ottorino Pagani ecco l’intervento di Renzo Trevisiol che metto in evidenza:

“Dello smaltimento  dei rifiuti ne parla la determina n.° 0000851 /PL del 17/11/2020 (per chi fosse interessato la guardi subito perchè, al solito, a Paderno, tra qualche giorno e poi per sempre, non sarà più possibile https://dgegovpa.it/Paderno/albo/dati/20200851D.PDF   ).

Sono ormai almeno 3 anni che a novembre si “devolvono” 220.000 € IN PIU’ rispetto quanto previsto nel  contratto con l’ impresa che gestisce l’appalto della raccolta dei rifiuti. La motivazione è la seguente: “risulta necessario integrare la spesa relativa agli interventi di smaltimento e trasporto rifiuti in quanto gli effetti delle innovazioni introdotte con il nuovo contratto, al fine di ridurre i quantitativi di rifiuti avviati a smaltimento, non hanno ancora reso i risultati attesi”.

Quanto tempo dovrà ancora  trascorrere per vedere i risultati? Che io ricordi come innovazioni ho presente solo i bidoni trasparenti in alcuni complessi residenziali, iniziativa che poi non mi risulta abbia avuto un “espansione”. Andando avanti di questo passo al termine dei 5 anni di contratto Paderno invece avrà pagato il servizio l’equivalente di 6 anni. Questa è l’ennesima prova di come Bogani aveva gestito il contratto della raccolta rifiuti con “sufficienza (è dir poco)”! IL contratto non è possibile renderlo “visibile” sul sito del comune? Cosa c’è di “privacy”? Si parla anche del riciclo dei pannolini per l’infanzia…

…

Articolo

Una tari troppo cara?

Ringrazio Ottorino Pagani per la seguente riflessione:

” Gestione e riciclo dei rifiuti.

Di
seguito un commento del presidente Conai, Giorgio Quagliuolo, riportato
nell’articolo “Rifiuti, il riciclo funziona” della rivista “Affari&Finanza”
del 23/11/2020:

“A
stipulare convenzioni con il sistema consortile degli imballaggi, lo scorso
anno, è stato più del 92% dei Comuni italiani. Per coprire i maggiori oneri
della raccolta differenziata, nel corso del 2019, Conai ha trasferito ai Comuni
del nostro paese 648 milioni di euro. Stiamo parlando di una percentuale
significativa della spesa sostenuta per la raccolta differenziata degli
imballaggi che, rispetto al totale dei rifiuti urbani, rappresentano una
percentuale che oscilla tra il 25% e il 28%. Si tratta di risorse provenienti
dalle 800.000 aziende che, aderendo ad Consorzio, si fanno carico della
responsabilità di una corretta gestione degli imballaggi che immettono sul
mercato, quando questi diventano rifiuti. Altri 421 milioni di euro sono stati
invece destinati da Conai alla copertura dei costi per attività di trattamento,
riciclo e recupero. Del resto, lo scorso anno i quantitativi di rifiuti di
imballaggio conferiti al sistema dei Comuni italiani sono cresciuti del 14,3%”.

Il nostro Comune, se consideriamo l’indice pubblicato della raccolta differenziata, sembra essere tra i più virtuosi per il “sistema di gestione rifiuti”; ma io non ho alcuna informazione sul “buon fine” del riciclo dei rifiuti: non ho “trovato” evidenze in merito ai contributi Conai sopraindicati e/o della vendita dei materiali raccolti da un “sistema” sempre più costoso, se considero l’importo della TARI che stiamo pagando negli ultimi anni. Non è il caso di avere maggiori informazioni in merito e comunicarle a tutti i Cittadini?”.

…

Articolo

Coronavirus. 36° aggiornamento

L’aggiornamento di dati del Comune di Paderno Dugnano è fermo al 21 novembre con dati che non coincidono con quelli resi noti giornalmente da Regione Lombardia, che riporto nell’immagine qui sopra.

Anche questa settimana riporto l’articolo del settimanale Il notiziario che commenta :

” La Provincia di Milano resta la più colpita, con 146.680 contagiati. Tra i comuni con più positivi, Paderno Dugnano e Bollate, rispettivamente al settimo (2.427 padernesi positivi) e al decimo posto (1.861 bollatesi positivi). Nella classifica dei comuni con più positivi rispetto al numero di abitanti ci sono Senago, al quinto posto con il 5,50% (1.177 positivi), e Cesate, che fa per la prima volta la sua comparsa in questa tremenda classifica al settimo posto, con il 5,33% (771 positivi).”

…

Articolo

Consumo di suolo e vasche di laminazione

Ottorino Pagani mi invia questa riflessione del docente Paolo Pileri a proposito di consumo di suolo e vasche di laminazione del Seveso. Lo ringrazio e la offro alla lettura:

“Un estratto dall’inserto “Album Lombardia” al giornale “La Repubblica” del 23/11/2020:

“Non
si ferma la cementificazione in Lombardia: nel 2019 sono stati persi altri 642
ettari di terreni agricoli….. il dato lombardo è in linea con quello
dell’anno precedente (quando gli ettari scomparsi erano stati 633) e conferma
il primo posto della Regione a livello nazionale per consumo di suolo, con
oltre 287 mila ettari impermeabilizzati, ovvero sottratti al verde e
all’agricoltura per costruire strade, case e palazzi…..

Spiega
Paolo Pileri, docente di urbanistica al Politecnico di Milano: la crescita del
consumo di suolo ha subito un rallentamento negli ultimi anni: nel 2008 in
Lombardia sparivano 12 ettari al giorno mentre oggi ne vengono consumati 14 al
giorno in tutta Italia. Ma non per questo possiamo esultare. I Comuni
continuano ad avere molti territori trasformabili e ad essere facili prede dei
grandi speculatori che preferiscono edificare subito su terreni liberi che
investire nella bonifica delle tante aree dismesse.

Pileri
pone l’accento sull’eterna questione del Seveso a Milano: le vasche di
laminazione verranno realizzate nelle poche zone ancora libere della Città
Metropolitana, come il Parco Nord, richiederanno spese ingenti e non
risolveranno il problema in maniera definitiva. Lungo il corso del Seveso
esistono aree dismesse che andrebbero bonificate, decementificate e restituite
al fiume. Servirebbe una cabina di regia. Secondo il docente del Politecnico:
la politica non sta facendo abbastanza. La Lombardia è stata la prima regione a
dotarsi di una legge contro …