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Tavolo tecnico con Atm per garantire il tram

Dal sito del quotidiano IL Giorno del 29 giungo 2022

“L’impegno manifestato ieri dai sindaci riuniti d’urgenza a Paderno Dugnano

di Gabriele
Bassani

Tavolo tecnico
a breve per approfondire con Atm gli interventi necessari a garantire il
mantenimento del servizio tram Limbiate-Milano fino all’inizio dei cantieri per
la riqualificazione. E’ questo l’impegno manifestato ieri dai sindaci riuniti
d’urgenza a Paderno Dugnano dopo le proteste scaturite la scorsa settimana
dall’annuncio della probabile chiusura della linea per questioni di sicurezza
fin dal prossimo autunno.

L’allarme era
scattato dopo la diffusione della lettera con cui l’assessore alla Mobilità del
Comune di Milano, Arianna Censi, avvertiva della decisione dell’Ansfisa, organo
del Ministero delle Infrastrutture che garantisce la sicurezza delle linee di
trasporto pubblico di procedere con la nuova sospensione del servizio (dopo
quelle del 2012 e del 2017) per il venir meno dei requisiti di sicurezza.

“Oggi –
spiega l’assessora di Milano Arianna Censi – ho incontrato i sindaci
interessati dalla linea tranviaria Milano-Limbiate, Luigi Magistro di Cormano,
Antonio Romeo di Limbiate, Ezio Casati di Paderno Dugnano, Magda Beretta di
Senago e Filippo Vergani di Varedo alla presenza anche di Regione Lombardia. Di
comune accordo abbiamo deciso di convocare un tavolo tecnico per approfondire,
insieme al gestore del servizio, tutte le questioni tecniche e di garanzia di
sicurezza rispetto alla possibilità di proroga della dell’attività della linea
attuale”.

La
continuazione del servizio dovrebbe essere garantita almeno fino all’inizio dei
cantieri per la maxi riqualificazione, che avrebbe dovuto partire già entro
questo mese di settembre ma che, dopo l’ultimo rinvio concordato, dovrà essere
affidata con gara entro il 31 dicembre 2022 per poter aprire i …

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Non fermate il Frecciarancio

Domani martedì 28 ci sarà la riunione d’urgenza sul futuro del tram Limbiate-Milano. I sindaci della tratta interessata (Limbiate, Senago, Varedo, Paderno Dugnano e Cormano) si riuniranno insieme a Città Metropolitana di Milano, Provincia di Monza e Brianza, Regione Lombardia e Atm per fare il punto della situazione.

“La riunione è stata fissata con urgenza dopo le proteste sollevate in questi giorni dagli utenti della linea di fronte all’ipotesi di una cessazione del servizio in autunno. Intanto da Regione Lombardia, dopo l’intervento dell’assessore Terzi che chiede di non bloccare il servizio del tram fino all’avvio dei cantieri, interviene il consigliere Andrea Monti, vicecapogruppo della Lega: “La lettera di spiegazioni del Comune di Milano non spiega un bel nulla, se non l’arroganza con cui il sindaco Sala agisce sulla pelle dei pendolari brianzoli. E quanto alle promesse di Palazzo Marino, non si capisce cosa significhi la “possibilità di tenere in esercizio la linea” o quali siano le “difficoltà” ventilate nel portare avanti il nuovo progetto di una metrotranvia”

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A Sesto vince il centrodestra

Di Setfano – Foggetta

Nonostante le vittorie, un pò ovunque in Italia e in Lombardia, a Sesto San Giovanni il candidato del centrosinistra non ce l’ha fatta. Di seguito il commento del blog “Dialogonews” di oggi:

“A Sesto ha votato solo il 42% degli aventi diritto. Uno smacco della democrazia partecipata, che a questo punto risulta malata. L’abbandono delle urne è la costante italiana degli ultimi anni. Vince Di Stefano con un risicato 52%. Sarà il sindaco di un quinto della popolazione. Poco, molto poco, che lo rende debole  di fronte alle sfide che interesseranno la città.

Un sindaco dimezzato, che dopo un quinquennio di potere e di propaganda continua, e di una campagna elettorale dispendiosissima e molto dura bei toni e nei contenuti, dopo essere stato costretto al ballottaggio, fa tantissima fatica per riconfermarsi.

Michele Foggetta, perde ma esce a testa alta. A lui va riconosciuto il merito di aver reso competitivo il centrosinistra allargato,  ridandogli dignità. Un voto che va letto con attenzione da ambo gli schieramenti. Sbaglierebbero i protagonisti a sottovalutare la sua disaffezione al voto. Sbaglierebbe il centrodestra ad esaltarsi e il centrosinistra ad abbattersi. La partita resta aperta.

Già dalla composizione della giunta e degli assetti istituzionali, si capirà il grado di tenuta dei vincitori che vedrà molti pretendenti della lista Di Stefano e non solo doversi accomodare in panchina. Resta aperto il nodo politico della Lega, ridimensionata e di Forza Italia, con il presidente del consiglio comunale uscente Giovanni Fiorino fortemente in bilico. 

L’ opposizione se vuole creare le condizioni per la riconquista della città, dovrà compattarsi in un progetto politico sostenuto da un’opposizione …

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Il futuro del “Mombello”: le “sibille” erano più chiare!

Articolo di Ottorino Pagani:

“Non parliamo dell’ex manicomio più grande d’Italia, ma del tram che da oltre cento anni, in modo efficiente ed apprezzato, collega Milano a Limbiate Mombello: il suo futuro sembra dipendere da un oracolo dell’Assessora alla Mobilità del Comune di Milano. Di seguito le predizioni che hanno sollevato un vespaio di illazioni:

“Ho chiesto ai tecnici della mia
direzione di confrontarsi con Atm al fine di comprendere la natura delle
difficoltà legate al mantenimento della linea in esercizio fino all
inizio dei lavori della nuova infrastruttura… Dal risultato
di tale confronto pur essendomi impegnata ad esperire tutte le ipotesi di
mantenimento della linea, ho dovuto recepire l
indicazione
che sottolinea l
impossibilità di proseguire con lesercizio tranviario non oltre lautunno
del 2022, termine che i tecnici della commissione della sicurezza dei trasporti
del Ministero (Ansfisa) hanno indicato corne improrogabile”.

E in merito alla nuova infrastruttura: “Si stanno effettuandoverifiche inerenti la conferma
della sostenibilità finanziaria a fronte dell
aumento
dei costi dei materiali, a causa della particolare congiuntura che stiamo
attraversando”.

Le “sibille” erano sacerdotesse dotate di virtù profetiche, in grado di
fare predizioni e fornire responsi, ma in forma oscura o ambivalente. Nel caso
della predizione per il “Mombello”, a mio avviso, la forma è sia oscura che
ambivalente: è oscuro e preoccupante che dopo molti anni di progettazione della
nuova infrastruttura si preannunciano per l’autunno oscuri problemi di
sicurezza tali da impossibilitare la continuità del centenario esercizio
tranviario; è ambivalente perché è oscuro anche il futuro della nuova
infrastruttura a causa di una nuova insostenibilità di questo …

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Ciao Olindo..

Nato nel 1941 nella bassa mantovana tra Ostiglia e Magnacavallo Olindo Foletti studia elettrotecnica a Verona. Poi immigrato a Paderno Dugnano verrà assunto all’Autobianchi di Desio come tecnico e manutentore. Sue grandi passioni, oltre alla militanza nel PCI, l’elettrotecnica, la fotografia, l’informatica e poi il modellismo navale. E’ morto il 20 giugno 2022 a Paderno Dugnano.

E’ stato il grande vecchio del PCI del Villaggio Ambrosiano. Taciturno ma non silente. Mite e determinato nel suo essere un comunista italiano. Io l’ho conosciuto tardi ma ho potuto apprezzarne le qualità umane e politiche. Per un breve periodo mi ha anche assistito come amministratore del PCI-PDS padernese. Sempre preciso e affidabile.

Di lui ricordo, oltre alla sua passione per il modellismo
navale, anche la sua precisione nella elaborazione statistica dei risultati
elettorali che con puntualità offriva a tutti imilitanti padernesi perché ragionassero
sui quei dati che lui raccoglieva con puntualità.

Quando penso ad uomini come Olindo mi vengono subito in
mente Angelo Villa, Tonino Govoni, e tanti altri di quel mondo ormai scomparso:
Giuseppe Varisco, Cipriano Cortinovis, Gildo Negri,  Leonardo Troncato, Stefano Strada.

Alcuni di loro però vissero la loro appartenenza al “comunismo italiano” in maniera un po’ diversa da quella di Olindo perché vissero una funzione più politica di un partito che entrava nelle istituzioni, che vinceva o perdeva le elezioni, che governava la città. Alcuni di loro ebbero responsabilità istituzionali che contribuirono a trasformare, un po’, la loro natura mostrandone un lato più pubblico e più politico.

No uomini come Olindo mi rimandano alla memoria il
“militante politico di base” per eccellenza, con la sua formazione, in parte da
autodidatta. …