
Le elezioni comunali del 26 maggio 2019 hanno evidenziato un panorama politico locale molto differenziato.
Dopo 10 anni di governo il centro destra (Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia), riunito attorno alla candidatura del leghista Gianluca Bogani, non ha sfondato e non ha vinto al primo turno, come è successo a Bovisio Masciago e Cusano Milanino; solo per citare comuni limitrofi.
A Paderno Dugnano il PD con le sue liste è al 23,2%. La coalizione per Giovanni Giuranna è al 14,6. Senza di questa non si vince. Il PD da solo non basta più.
Serve un accordo pieno e una coalizione più ampia su contenuti e programmi chiari. Per governare Paderno Dugnano servono si forze e numeri ma anche progetti precisi e trasparenti e persone credibili.
In campagna elettorale si sono confrontati anche programmi amministrativi e stili politici. Al centro la democrazia, l’ambiente e la lotta alle diseguaglianze sociali. Si riparta da lì.
I progressisti possono ancora farcela. La città è in bilico tra il ritorno del gelo e la primavera.