La Giunta Comunale, con proprio atto n.102 del 1.6.2017, ha revocato le due deliberazioni del febbraio scorso con le quali da un lato modificava l’assetto dirigenziale del Comune di Paderno Dugnano e dall’altro bandiva una selezione per la copertura di un posto di dirigente “sui generis”.
Dico “sui generis” perchè si trattava palesemente, nonostante l’esistenza di una dubbia norma di legge (ma non è la prima legge scritta e pensata male da questo governo) che sommava in un’unica figura “controllore e controllato”. E cioè l’Avvocatura civica e la direzione di un Settore dell’ente. Poteva questa norma essere efficace e resistere alle obiezioni di tanti? Resta solo da chiedersi perché tanta fretta di fare un’operazione palesemente impropria. Perché non aspettare le pronunce che sarebbero arrivate inevitabilmente; perché non adottare un principio di precauzione e di prudenza sottoponendo l’organizzazione aziendale ad un ‘inutile stress?
Oggi comunque registriamo che scompare il Settore ”Avvocatura civica-Pianificazione del territorio” e ritorna il Settore “Pianificazione del territorio”. Al tempo stesso la giunta ha dovuto interrompere la selezione pubblica per l’assunzione di un dirigente a tempo determinato. Era incomprensibile la motivazione dell’ unione di due servizi: quello dell’avvocatura civica e quello della Pianificazione territoriale. Al di là delle motivazione la decisione sembrava dettata più da scelte preordinate che da esigenze strutturali ed organizzative.Brutta figura. Ma meglio ammettere un errore che perseverare.
Aggiungo una nota di demerito all’ANCI. Se è vero, come si recita nel testo della delibera di Giunta citata, che l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani si è profuso per sostenere una norma palesemente illegittima. L’ANCI dovrebbe preoccuparsi di più di sostenere le difficoltà enormi dei Comuni ( e della loro affievolita autonomia) invece che fare, troppo spesso, da stampella alle sciocchezze dei vari governi.