Mitigazioni Rho-Monza: 1 e 2

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Mitigazioni 2^

Un doveroso aggiornamento da Il Fatto Quotidiano che ci informa che:

 Dopo uno scambio di lettere con le società autostradali che hanno in carico la realizzazione dei lotti, Autostrade per l’Italia e Serravalle, ecco infatti cosa dal ministero fanno sapere a ilfattoquotidiano.it: “L’osservatorio non verrà ricostituito per la parte di Serravalle, che non ha dato il consenso, mentre verrà ricostituito per la parte di Autostrade per l’Italia, che lo ha dato”. L’organismo verrà dunque dimezzato. E smetterà di svolgere la sua funzione di garanzia proprio sulle opere di mitigazione ambientale più cruciali, ovvero quelle di cui è responsabile Serravalle, società controllata da Regione Lombardia.”

E aggiunge:

 Parla di “ennesima presa in giro” anche Luigi Lunardi del comitato per l’interramento della Rho-Monza: “Questa decisione danneggia un territorio che ha già subito un oltraggio dalla realizzazione di un’autostrada a pochi metri dalle case. Grazie alla regia e al ruolo di garanzia sinora svolta dall’osservatorio eravamo arrivati a un passo dall’ottenere quantomeno le mitigazioni ambientali che ci erano dovute. Ma ora tutto rischia di essere vanificato. Per questo individueremo i mezzi e i canali per impedire una manovra del genere”.

Mitigazioni 1^

Ricevo dal parlamentare Massimo De Rosa del M5S, il seguente comunicato:

“Attraverso una lettera indirizzata ad Autostrade per l’Italia, Serravalle, Regione Lombardia e Città Metropolitana, il ministero dell’Ambiente ufficializza il passo indietro, rispetto a quanto disposto a inizio aprile. Una vittoria per chi si era battuto contro una decisione priva di fondamenta e le cui ripercussioni avrebbero finito per pesare sul territorio. Soddisfazione, almeno parziale, quindi per i cittadini del CCIRM( Comitato Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza) e per il Movimento Cinque Stelle che si era fatto portavoce delle istanze dei cittadini all’interno delle Istituzioni.

Si tratta sicuramente di un successo condiviso, anche se restiamo tuttora basiti per quanto accaduto un mese fa. Accogliamo positivamente il dato sul ripristino dell’Osservatorio, ora ci auguriamo non vi sia discontinuità nell’operato. Continua poi a non essere chiaro il motivo per cui il ministero citi un decreto legislativo datato 2017, ignorando come l’Osservatorio Ambientale sulla Rho-Monza sia stato istituito nel 2014 e non sia pertanto soggetto al decreto al quale la Direzione Generale del ministero fa riferimento. 

Curioso anche il fatto che, in calce alla lettera con la quale l’O.A. viene ripristinato, il ministero chieda l’assenso di Società Autostrade e Serravalle. È quantomeno strano chiedere consenso a chi, come Milano Serravalle ha impugnato il decreto 2014 non corrispondendo, in questi anni alcun emolumento all’osservatorio stesso. Identico discorso vale per Autostrade per l’Italia, società che giusto di un mese fa chiedeva la chiusura dell’osservatorio stesso ritenendone non giustificabili i costi.

L’ultima questione riguarda la composizione dell’O.A. Il ministero, all’interno della sua missiva, indica infatti una nuova composizione dell’Osservatorio, finalizzata presumibilmente alla rimodulazione dei costi. Come mai si parla di risparmio, solo quando c’è necessità di tagliare spese destinate ai servizi per i cittadini? Non sarebbe più utile, in vista di quelli che ci auguriamo essere gli ultimi due anni di lavori, confermare, almeno in parte, chi in questi anni ha preso coscienza delle problematiche ambientali relative alla costruzione dell’opera? Ci auguriamo che il lavoro portato avanti finora possa procedere senza soluzione di continuità.”