In ricordo di Carlo Santambrogio

Il 3 novembre  alle ore 20.45 all’ Area Metropolis 2.0 di via Oslavia 8 ci sarà una serata teatrale intitolata ” Regordà el Carlo col Giosafatt e alter amis”, con testi e canzoni in milanese in onore e memoria di Carlo Santambrogio: sindaco di Paderno Dugnano dal 1951 al 1960. 

La serata è a cura dell’Ass.ne Fera de Dugnan e de I  amis de el nost paes, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale che intitolerà a Carlo Santambrogio l’attuale piazzetta Oslavia il 4 novembre alle ore 11,30.

Ricordando Giacomo Matteotti..

Rispondendo all’appello dell’ANPI di Paderno Dugnano un gruppo di antifascisti si è ritrovato sabato alle ore 10,30 in piazza Matteotti per ricordare che oltre al 28 ottobre 1922, giorno della marcia su Roma, considerato “giorno della vergogna nazionale” il fascismo si è macchiato di tante altre nefandezze.

Nel “ventennio” che Giorgia Meloni si rifiuta di “considerare” ci furono il delitto Matteotti, le norme speciali contro partiti e sindacati, le leggi razziali del ’38, l’alleanza con Hitler, il disastro della guerra, la cancellazione di tutte le libertà personali e tante altre “cose buone” che fece Mussolini.

La Presidente del Consiglio si è quindi rifiutata di commentare il centenario del 28 ottobre. Forse perché non si vuole fare i conti con il fascismo e con l’antifascismo che è alle fondamenta della Resistenza e della Repubblica.

E forse perché c’è una drammatica continuità tra la fiamma tricolore di Fratelli d’Italia e quella del MSI del neofascista Giorgio Almirante.

Fu proprio Giorgio Almirante che volle nel simbolo del MSI la fiamma tricolore a memoria della fiamma del mausoleo di Mussolini. La stessa fiamma che arde nei cuori di Fratelli d’Italia e che Giorgia Meloni non vuole spegnere.

28 ottobre 1922

Per una strana coincidenza assistiamo alla produzione di un’ampia messe di pubblicazioni nel centenario della “marcia su Roma” e nei primi giorni del nuovo governo di destra di Giorgia Meloni che quel periodo non ha mai rinnegato con nettezza.

Il 28 ottobre sarà l’occasione perché un’erede di Giorgio Almirante e di Pino Rauti, “testimone di una lunga storia di chi non ha mai smesso di credere e combattere”(Giorgia Meloni), faccia definitivamente i conti con le sue radici storiche e riconosca il ruolo essenziale dell’antifascismo e della Resistenza? Io me lo auguro ma intanto è utile non abbassare l’attenzione (e la guardia) e ricordarci quanto è accaduto non più tardi di 100 anni fa.

Molte le iniziative editoriali e di riflessione politica. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Io ricordo solo l’ottimo Convegno alla Casa della Memoria di Milano di sabato 29 su “Neofascismo ed estreme destre in Italia” con Saverio Ferrari e l’iniziativa dell’ANPI di Paderno Dugnano di domenica 30 in piazza Matteotti.

Ricordare è un ottimo esercizio per la memoria personale e anche per quella civile di tutti gli italiani.

Ottobre nero

Rubo
l’incipit alla senatrice a vita Liliana Segre che ha aperto la seduta della XIX
legislatura di Palazzo Madama dicendo: “in questo mese di ottobre, nel quale
cade il centenario della marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura
fascista, tocca a una come me assumere momentaneamente la presidenza di questo
tempio della democrazia che è il Senato della Repubblica”.

Si, è cominciato il nostro ottobre nero. Il primo dei tanti mesi che la destra si è guadagnata di governare. Non so se “arriveranno i mostri”, come ha titolato domenica un quotidiano, ma è certo che adesso per la sinistra e soprattutto per il paese può cominciare “l’incubo”. Non quello di una destra che farà la destra. E i primi passi e i primi nomi sono lì a dirlo con chiarezza ma quello di una sinistra che non si trova più. Non si trova più nell’orizzonte del paese perché essa stessa non ha più orizzonti.

Adesso
che fare?

E’ forse il momento che ognuno, nel campo progressista, si arrabatti a difendere il suo piccolo bottino di voti? Chi il 19%, chi il 15%, chi l’8% e chi il 4%? Certamente così si potrà campare -umiliati e irrilevanti- per una legislatura. Ma alla prossima che paese ci ritroveremo di fronte se la destra riuscirà a governare per il tempo che la Costituzione gli garantisce? E con quale Costituzione?

Un sociologo intervistato a proposito dello stato della sinistra ha risposto: ”la situazione è entusiasmante”. Dopo lo sconcerto degli astanti, ha così argomentato: in una situazione così disastrata c’è lo spazio per inventare nuove idee, nuove proposte, nuove alleanza. Non c’è più nulla …

Eppur si muove..

Primo timido avvia della campagna di sensibilizzazione “Tacciano le armi, negoziato subito ” in vista degli appuntamenti milanesi (del 21 ottobre) e nazionali (5 novembre).

Ieri una delegazione dell’ANPI di Paderno Dugnano, nell’invitare le associazioni padernesi ad uno scatto di orgoglio pacifista, ha deposto un appello alla Pace in piazza Hiroshima accanto alla “Pietra della Pace” che sovrasta simbolicamente il monumento ai caduti palazzolesi della prima e della seconda guerra mondiale.