Habemus DUC

Bene. Ora che Regione Lombardia ha decretato l’istituzione di un Distretto Urbano del Commercio (DUC) per la nostra città bisogna attivare una VERA progettazione partecipata aperta ad Associazioni di categoria, sindacati, cittadini e tuti coloro che desiderano riattivare una socialità, anche commerciale, attrattiva ed innovativa.

Decoro urbano? Da Arezzo una buona pratica.

Ricevo periodicamente segnalazioni e foto circa la scarsa pulizia delle nostre vie. Come se la raccolta dei rifiuti fosse da alcuni trascurata. Di certo c’è la disinvoltura di cittadini o di passanti ma anche forse uno scarso controllo dell’Amministrazione pubblica.

Sarà per questo che un gruppo di cittadini (volontari) hanno preso scopa e guanti e si sono messi a fare da soli? La cittadinanza attiva ha certamente mille volti ma non pensiamo che questo esima gli Amministratori dal far funzionare meglio i servizi pubblici. Il “Patto per pulire la città” mi sembra davvero una rinuncia alla buona gestione dei servizi pubblici e all’impegno per migliorare l’educazione civica dei cittadini.

A questo scopo, è da segnalare quanto fatto da alcuni Comuni Italiani, come quello di Arezzo. Le buone pratiche sono solo da copiare. Come quella di rendere conto delle multe e delle infrazioni comminate:

Dal quotidiano La Nazione (29 gennaio 2022) apprendiamo che nel Comune di Arezzo “In 343 l’anno scorso sono stati beccati dalle telecamere mobili piazzate a ridosso dei cassonetti. Per un totale di 52mila euro di sanzioni, 160 euro in media a multa. Sono questi i dati forniti dall’Ufficio tutela ambientale del Comune di Arezzo che si avvale per il servizio di controllo sullo smaltimento dei rifiuti, di strumenti automatici come le foto trappole e le telecamere. Ma anche degli ispettori ambientali, addetti che effettuano turni di controllo sul territorio e indagano sugli abbandoni per risalire ai proprietari dei rifiuti.”

E da noi? Quanti controlli si fanno periodicamente? Quante multe comminate?

Adeso ci viene in soccorso anche Regione Lombardia che vuole contrastare l’abbandono indiscriminato di rifiuti nei campi …

“Acqua circolare”: davvero!

Articolo di Ottorino Pagani:

Una buona notizia per l’economia circolare e un esempio di innovazione, davvero, sostenibile è segnalata nella Newsletter “Frontiere-Viaggio nel mondo della ricerca” del Politecnico di Milano: “Scarti della lavastoviglie che danno vita a nuove piante.

È uno dei problemi
più sentiti del nostro tempo: valorizzare i materiali di scarto per farne nuove
risorse. È l’idea che sta alla base di
un brevetto del 2019 del Politecnico di Milano, depositato
assieme all’Università di Roma Tor Vergata. 
Si tratta di un
sistema che permetterà di rigenerare facilmente le acque di scarto della nostra
lavastoviglie, e farle diventare acqua che potrà essere usata per irrigare orti
vegetali oppure per essere riutilizzata dalla stessa lavastoviglie. 

Un’idea nata
dall’unione di biologia e design, che ha delle potenzialità enormi. Se il
prototipo attuale può essere applicato a piccoli orti verticali domestici, nel
futuro c’è spazio per grandi orti urbani e la possibilità di utilizzare le
acque prodotte da altri tipi di elettrodomestici.”

E’ un’innovazione
molto importante soprattutto perché riguarda la salvaguardia dell’acqua, il
bene comune più prezioso per l’umanità: sono in corso studi per estendere il
brevetto anche alle lavatrici (che consumano più acqua: 35/40 litri contro i
circa 15 litri della lavastoviglie, per ogni carico) e “in
prospettiva, l
idea
è di applicare il sistema ad ambiti più ampi: orti urbani, ristorazione
collettiva (ristoranti, mense, agriturismi), ambienti estremi (rifugi montani,
basi antartiche, applicazioni spaziali). Tutto dipenderà dalla quantità di
superficie che si avrà a disposizione all
interno
e all
esterno
…. Il vantaggio più importante è quello di ridurre significativamente la
quantità di acqua potabile usata

Manutenzione della città

Mi segnalano che: “La fontanella, riportata nella fotografia, posta all’ingresso principale di via Serra del Parco Toti, da diverse settimane, ha le maniglia del rubinetto rotta e la valvola che non chiude, rilasciando un flusso costante di acqua.

Gli enti / associazioni preposte alla gestione di questo spazio pubblico non hanno avuto modo di riscontrare il problema? non hanno ricevuto alcuna segnalazione? L’acqua è un bene comune prezioso: non è il caso di evitare questo spreco”?